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La salute si vede dalla cacca

Anticipo subito che questo è un post di…merda.

E sottolineo anche che non sto preparando un articolo da pubblicare in un blog trash del tipo “tuttiamagnà ‘aporchettaadAricciaconrutto finale.blogspot.com”.

No, è proprio dedicato alla cacca.

Ambè? Non ti scandalizzerai, mamma cara, che al momento ti ritrovi a pulire il culetto di tuo figlio svariate volte al giorno. Ma poi la guardi oppure accartocci il pannolino con gli occhi che ti lacrimano, tra mille  sforzi di stomaco?

Sappi che la consistenza e l’odore hanno un senso  e sono un po’ lo strumento rilevatore della nostra salute.

Non molto tempo fa sono andata per un certo periodo da una riflessologa che prima di iniziare a maciullarmi i piedi per rimettere in sesto il mio intestino, vittima di invasioni barbariche di E.Coli guerrafondai, mi chiedeva sempre: «quante volte sei andata di corpo questa settimana? E “.?» seguiva tutta una serie di domandine specifiche comprensibilmente imbarazzanti e immaginabili. Cioè, le immagini. Vero?!

Però devo ammettere che dopo l’impatto sgradevole in cui le rispondevo con il forte desiderio di essere affiancata da una vanga per divellere le piastrelle del pavimento del suo studio e scavarmi una fossa, riuscivo a descriverle serenamente  tutti i miei “step interiori”.

Quello era un ottimo punto di partenza, un indice che permetteva di capire in che stato confusionale si trovasse il mio basso ventre e di conseguenza tutti i malesseri fisici che ne sono derivati.

Ecco i tre elementi che dovresti considerare quando il tuo bimbo ha scaricato la sua quintalata di concime naturale.

  1. Consistenza. Qui le opzioni sono diverse: Dura? Morbida? A effetto mousse? Modello Carpigiani?  Se il bambino è allattato la sua pupù (che termine poetico”) avrà  la consistenza di una salsetta color senape. Se il bambino è stitico lo riconosci immediatamente dalla cacca che si presenta sotto forma di palline nere. Formula  altrimenti espressa con un triviale “caga come Bugs bunny”;
  2. Timing. Vale a dire quante volte. Il nocciolo della questione è piuttosto serio. Come per il cibo, se un figlio che nasce in una famiglia italiana non mangia due chili di amatriciana con cotiche ripiene almeno 4 volte al giorno vuol dire che ha problemi alimentari, stessa cosa vale per le sue defecazioni. Cioè deve farla in modo esagerato che sennò non sta mica bene. In realtà  se la puppi (bellino anche questo termine, vero?! O_o) si fa viva troppo spesso nell’arco della giornata non è un bel segno perché l’organismo non ha il tempo necessario di assorbire il giusto apporto nutrizionale dai cibi assunti. Per contro, se si fa viva una volta alla settimana si tratta di una bella costipazione. In ogni caso è più importante la consistenza della popò piuttosto che il numero di volte in cui atterra nel pannolino di tuo figlio.
  3. Odore. E qui ti voglio. Più a lungo transita nell’intestino e più è caratterizzata dalla fragranza “Eau de fogne”. Ovvio che i rifiuti intestinali di un bimbo allattato hanno un odore “light” a differenza di quella con l’aggiunta di cibi solidi che è all’altezza della migliore arma di distruzione di massa.

 

La foto con le gradazioni del marrone che accompagnano il post non sono lì per aiutarti a scegliere il colore della tappezzeria del tuo divano. Si tratta invece delle varie sfumature della popò in base a ciò che tuo figlio mangia.

Per chiunque ritenesse l’inglese una specie di antico idioma ormai scomparso dalla faccia della terra eccomi con la traduzione (vedi che ogni tanto la laurea in lingue serve a qualcosa, devo ricordarlo a mia madre).

 

prima fila da sinistra a destra:

1. Mangio latte materno!

2. Forse la mamma mi ha dato barbabietole?!

3. Yum, buoni gli spinaci!

 

Seconda fila da sinistra a destra:

1. Il mio piatto preferito? Le carote…!

2. Prendo solo latte artificiale

3. Mi pappo qualsiasi cosa!!

 

 

L’autorevole fonte di queste informazioni proviene da un sito americano

http://www.parents.com/baby/diapers/dirty/baby-bowel-movement/?page=1

 

Leggere attentamente il contenuto del post lontano dai pasti. E’ un presidio blog/internettiano per stomaci forti”

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

5 commenti

  1. valentina869

    debby mi hai fatto morire dalle risate con questo argomento di “cacca…”ahahahhahah…cmq brava molto molto interessante!!!!!

  2. Potresti brevettare una “cartella dei colori” in stile carrozziere per confrontare sul campo la tonalità  esatta dell’ espulso….Scherzi a parte, l’ argomento è molto interessante e anche molto sottovalutato e quasi sconosciuto tra gli adulti e quindi anche tra i bambini. La diversificazione dei cibi che assumiamo è fondamentale per la salute del nostro corpo e la piramide alimentare dovrebbe essere rispettata il più possibile. Ci vorrebbe anche una maggiore cultura alimentare gia partendo dalle scuole elementari. Avrei anche una domandina: l’ alimentazione della mamma, cioe quello che mangia, che peso ha sul comportamento dell’ apparato digerente del neonato?? Mi spiego meglio, se una mamma non mangia correttamente, è piu’ facile che il neonato abbia problemi intestinali fin da piccino durante l’ allattamento??O la struttura della mamma gia separa quello che al neonato non serve?? Grazie!!!

    • caro andrea,
      adesso che mi ci fai pensare avevo letto da qualche parte il legame tra l’alimentazione della mamma durante la gravidanza e l’allatamento e le abitudini alimentari del bambino…vado a scartabellare nel mucchio selvaggio di riviste che padroneggia a casa…grazie un abbraccio Deb

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