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Approfitta dei Saldi Thun

No ai bambini “shopping-dipendenti”

Se dovessi soddisfare ogni minima richiesta di mia figlia mi ritroverei sepolta viva da una intera fabbrica di giocattoli e una  montagna di debiti da far rizzare i capelli  a Bill Gates.

E la giostra dei cavallini effeminati di My Little Pony, e il coniglietto Milky che pare un giocattolo geneticamente modificato con grandi occhioni semoventi, ornati da lunghe ciglia,  con la carotina di plastica come optional, e ancora Sbrodolina magiche acconciature (a tal proposito vorrei chiedere ai produttori del bambolotto quanto c’azzecchi l’accostamento ‘sputacchiare bolle dalla bocca/capigliatura trendy’), segue a ruota il castello delle principesse Disney che per comprarlo bisognerebbe chiedere un mutuo con tasso agevolato, e ancora la bambola che mangia, defeca e fa pipì (“come un bimbo vero!” recita con entusiasmo la voce fuori campo dello spot.  Io personalmente la trovo abominevole). Potrei andare avanti all’infinito ma concludo con la chicca della cucina di Minnie prodotta più o meno a grandezza naturale, fornita di lavastoviglie, forno, gas, microonde, ogni tipo di pentolame e arnesi da cucina.

Il costo del giocattolo contribuisce ad abbassare il livello economico della famiglia media italiana (oltre che sfrattarti deliberatamente da casa) ma dopotutto come possiamo noi genitori negare ai nostri adorabili figli le loro “esigue” richieste? Come restare insensibili ai loro occhioni da cagnolino abbandonato? Che poi a causa della stressante vita moderna  li vediamo poco e così  li accontentiamo comprando,  comprando e ancora comprando minchiate di ogni tipo finché l’unica cosa che resta vitale del nostro portafoglio sono un paio di moscerini che ci ronzano intorno.

Forse è bene fermarsi un secondo e riflettere sui nostri shopping compulsivi altrimenti rischiamo di crescere future Paris Hilton agghindate di borse griffate porta chihuahua sociopatici o potenziali Fabrizio Corona avidi, ambiziosi, così megalomani  da indossare, ridicolizzandosi, t-shirt del tipo “sex, drugs and bunga bunga”.

La prospettiva è assolutamente raccapricciante…

In un rapporto dell’Unicef è risultato che i bambini britannici sono i più infelici del mondo industrializzato. La causa proviene dai genitori che per farsi perdonare le lunghe assenze da casa si danno alle spese pazze per i figli.  Sono stati intervistati 250 bambini e alcuni di loro sono stati filmati 24 ore su 24 in Inghilterra, Svezia e Spagna. Risultato: i bambini ammettono che la cosa che li rende più felici è il tempo trascorso con i genitori e amici soprattutto all’aria aperta.

 

E allora ecco le cose che dovresti evitare…

 

  • Se  tuo figlio insiste con le sue richieste non dirgli “vedremo” o ” domani”. E’ una promessa generica che lui registra in un nanosecondo e che mai e poi mai si dimenticherà . E se tu non mantieni la tua parola tuo figlio realizzerà  che gli hai mentito,  la tua autorità  verrà  compromessa e poi quando lascerai questa vita rischi anche di andare a finire nell’inferno dantesco, cerchio VIII, sempre dritto verso la nona bolgia,  dove i fraudolenti non è che se la passino un granché bene con le loro malattie ripugnanti;
  • “Se fai il bravo ti compro il Gormito”, “Se mi fai arrabbiare non ti porto al luna park”. So che è pressoché impossibile resistere all’espediente premio-ricatto ma purtroppo è come una zappa che ti butti inconsapevolmente sui piedi. Tuo figlio si abituerà  a pretendere un premio per ogni sua buona azione e tu sentirai sempre più la sensazione di avere “le fette” massacrate!

Perciò ricordiamoci di non dimenticare quanto sia bello organizzare un pomeriggio al parco o in spiaggia o in qualunque altro posto ci possa permettere di trascorrere quei momenti preziosi assieme ai nostri bambini che poi serberemo nel cuore. E verso cui il nostro conto corrente oltretutto proverà  una stima infinita…

 

Fonte del rapporto Unicef e delle cose da evitare: Figli felici – novembre 2011

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

Un commento

  1. Con Alessandro abbiamo sempre usato questo metodo: gli abbiamo sempre spiegato che ogni cosa ha un prezzo e non si può acquistare tutto quello che si desidera. Fin da piccino gli abbiamo insegnato il valore del NO giustificando sempre il motivo. Lui da parte sua non è mai stato un bambino che fa capricci davanti un giocattolo anche se a volte dice che gli piacerebbe avere quella cosa, ma sempre con un tono molto informativo. Noi gli rispondiamo che se ci sono le possibilità  per prenderlo glielo si prenderà  e che la decisione dell’acquisto verrà  valutata anche in base al suo comportamento quotidiano.
    Questa linea di condotta ha avuto i suoi efetti positivi.Niente scenate al supermercato, niente ricatti, niente arrabbiature e musi lunghi. Lui sà  che se si comporta bene , aiuta la mamma a tenere a posto la casa mettendo in ordine la sua stanza e fa il suo dovere a scuola, alcune delle cose che chiede gli arriveranno, ma non tutte.Posso dire che di giochi ne ha tanti, molti dei quali regalati da parenti e amici
    Ovviamente non gli si regala un gioco per ovviare ad una nostra mancanza, anche perchè modestamente parlando nei suoi confronti non penso che ce ne siano!

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