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Insegnare ai figli a leggere e scrivere prima delle elementari. Niente di più sbagliato…

Ieri pomeriggio ho partecipato all’open day della futura scuola elementare di Camilla. E’ stato un bel momento di condivisione preside-insegnanti-genitori-bimbi in cui ho dimostrato ancora una volta di non riuscire più a controllare la mia sensibilità  e al piccolo saggio di flauto, organizzato da alcune maestre con gli scolari di quarta elementare, per dare il benvenuto alle mamme e papà  in avanscoperta, mi sono vista costretta a tamponarmi mezza faccia con un fazzoletto per fermare l’emorragia di lacrime.

Camilla già  frequenta l’ultimo anno d’asilo. Un’altra fase della vita di mia figlia che è  passata alla velocità  supersonica quando ho ancora l’impressione di avere cucito addosso l’abito (vale a dire il perenne pigiama) della neomamma.

Allo stesso tempo provo una sensazione meravigliosa nell’immaginarmela leggere la sua favola preferita (e non cadere più nella trappola infima in cui la frego ogni volta facendole credere che il menù di Sky comunica che  Pippi calzelunghe  dopo le 20.30 non viene trasmessa!).

Al momento Camilla sa scrivere solo il suo nome e non sa leggere mezza parola. E’ una bambina che richiede tempi precisi di sviluppo e io cerco di seguire il flusso delle sue esigenze. Non ti nascondo che mi sono trovata a pensare se fosse giusto questo mio atteggiamento o fosse meglio stimolarla maggiormente come fanno molte mie conoscenti i cui figli sono in grado di comporre poemi in rima baciata!

Ma poi un articolo della mia bibbia Figli Felici mi ha davvero rincuorata. Nel numero di Febbraio 2010 evidenzia quanto ci sia di sbagliato nello stimolare in modo eccessivo i propri figli prima che inizino il ciclo delle elementari.

 

 

Che cosa fa il genitore esagitato:

 

  • Si sente troppo responsabile nei confronti del figlio;
  • E’ caratterizzato da aggressività  e forte ambizione;
  • Ha l’inclinazione a voler trasformare il proprio bambino in un fenomeno;
  • Ha il timore che il figlio possa essere un mediocre o un perdente;
  • Il genitore in questione deve avere sofferto da piccolo per avere tutte queste fisime!

 

Che succede al figlio di un genitore esagitato:

 

  • Viene irrimediabilmente stressato dalle richieste eccessive e inopportune dei genitori fin dall’inizio del suo percorso scolastico;
  • Gli viene instillata l’idea della competizione;
  • Subisce una influenza negativa nella sua naturale evoluzione;
  • Gli arriva un unico messaggio dai genitori: “Ti vogliamo bene non per ciò che sei ma per i voti che porti a casa”;

 

Poi se il soggetto marina la scuola, si fa le canne a 10 anni, diventa il pusher più noto della città  e sprizza invidia da tutti i pori nessuno osi chiedersi il perché!

 

Ecco che cosa succede ai super preparati:

 

-        Confusione: Se a tuo figlio insegni la didattica che hai appreso quando andavi a scuola tu sappi che attualmente gli insegnanti usano metodi innovativi e diversi. Perciò se hai inseguito per tutta l’estate tuo figlio con il pallottoliere e il tuo sussidiario gelosamente custodito, adieu!

-        Noia e distrazione frequente: Ma pensaci bene. Se tuo figlio sa già  leggere e scrivere prima di iniziare la prima elementare, quando si troverà  tra i banchi che alternative potrebbe avere se non quella di grattarsi e divagare con la mente? E’ davvero il modo peggiore di approcciarlo alla scuola;

-        Incapacità  di aspettare e ipercinesi: L’apprendimento precoce se non è tuo figlio a richiederlo allora è il tuo ego che ci mette lo zampino. Perciò il bambino può mostrare  in classe impazienza e difficoltà  a stare fermo;

-        Ansia: Se lo carichi di aspettative inutili (e aggiungerei pericolosissime, ne so qualcosa in merito), se lo educhi ad un approccio in cui l’epicentro del suo iter scolastico deve essere il bel voto lo metti inevitabilmente in competizione con i suoi compagni (che stress!) e il rischio è che nessuna delle materie scolastiche lo interessi veramente.

 

Bella frittata, vero?

Fai un bel respiro e pensa invece di rallentare queste corse contro il tempo considerato che già  passa in fretta di per sé. Vedrai che tuo figlio troverà  in modo spontaneo la sua strada. Non intervenire troppo e a tempo debito imparerà  a scrivere e leggere con serenità .

E come disse Eraclito: “L’apprendere molte cose non insegna l’intelligenza””.

About Deborah

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

14 commenti

  1. E’ sbagliato insistere sui figli per insegnargli a leggere e scrivere prima delle elementari. Però capita , come nel mio caso, che il bimbo ti chiede incessantemente “come si scrive quello?? , come si legge quell’ altro? ” che fare??
    Alessandro gia verso la metà  dei 4 anni ha iniziato a mostrare interesse per la lettura e la scrittura.Noi non l’ abbiamo forzato ma abbiamo cercato di assecondarlo.Gia nello stesso anno la scuola materna iniziava ad insegnare ai bambini le lettere ed i rudimenti della lettura. All’ inizio dei cinque anni, sapeva scrivere il suo nome e leggere i cartelli della publicità . Malgrado tutto questo a scuola non ha mai avuto problemi di apprendimento. Su questo tema ci sono molte opinioni discordanti.Alcuni psicologi dicono che è meglio non insegnargli nulla prima delle scuole elementari, altri dicono che dopo i 3 anni i bambini possono imparare con un insegnamento leggero ed adeguato alle loro capacità . Anche io penso che seguire il flusso delle loro capacità  è la scelta migliore, senza forzature prendendo quello che viene. Del resto esiste il detto che dice “volere è potere” , se il bambino vuole ottenere un risultato per lui importante, si adopererà  per raggiungerlo!!!

    • infatti caro Andrea, nell’articolo non manco di mettere bene in evidenza che a meno che non lo voglia il bambino solitamente sarebbe bene lasciarlo vivere le giuste fasi dell’apprendimento :) chiaro che se come nel caso di tuo figlio, c’è una richiesta evidente di volere imparare a scrivere e leggere trovo sia giusto assecondarla evitando i comportamenti competitivi :)

  2. Sono assolutamente d’accordo: e’ sbagliatissimo caricare i figli di aspettative, ed anche premere perche’ imparino le cose prima del tempo. Ma se e’ il bambino stesso a richiederlo, non bisogno forse assecondarlo? Se e’ un bimbo curioso, vivace, pieno di stimoli e che ha voglia di imparare, potrebbe diventare ansioso, anzi, perche’ non riesce a fare le cose e non trova nessuno disposto ad ascoltarlo e soddisfare la sua curiosita’…..

  3. A quello che ha già  detto mio marito posso aggiungere che quando siamo stati vicini all’inizio delle elementari proprio per non dargli troppe informazioni ho cercato anche di fargli capire che poi avrebbe avuto tutte le spiegazioni e gli insegnamenti dalle maestre… ma lui essendo molto testardo non mi lasciava tregua…
    Risultato?? ha iniziato la scuola sapendo leggere e scrivere e sapendo i numeri… questo mi ha da un lato preoccupato perchè avevo paura che la prima elementare gli risultasse noiosa ed effettivamente il primo quadrimestre è stato un pò così (in più mettici le maestre che gli facevano colorare in continuazione…) però poi qualcosa di nuovo c’è sempre da imparare ( e io come mamma cercavo di rendergli stimolante ogni cosa anche se la sapeva già …) e quindi non ci sono stati problemi…

  4. Io sono d’accordo, le varie tecniche di insegnamento prescolare fatte passare per giochi divertenti mi hanno sempre lasciata perplessa. Il fatto è che molti bambini precoci lo sono malgrado i genitori e ne sono certa perchè a me è successo. Mio figlio ad un anno e mezzo non parlava ma ci tirava matti a fargli lo spelling di tutte le parole e a farci leggere i numeri. Lì per lì ci sembrava divertente. Due anni più tardi quelle lettere le ha messe una dopo l’altra e ha iniziato a leggere, da solo, poi a contare. L’altro lato della bilancia erano le sue poche competenze sociali. Ma non è stato possibile rallentare una cosa e accelerare l’altra. Certamente a mio figlio capita di annoiarsi a scuola ancora adesso che è in seconda ma non è una tragedia, lui sa di andare scuola per imparare qualcosa di diverso, impara a stare bene con i suoi compagni. La sua maestra è eccezionale e sa gestire anche la noia, non la nega o la colpevolizza. Diversi sono stati gli anni di materna, terribili. E allora più volte ho pensato quanto sia ingiusto ignorare questi bambini precoci perchè non dovrebbe essere una colpa e non dovrebbero sentirsi a disagio perchè annoiati. E’ solo uno dei tanti fatti che le insegnanti dovrebbero considerare, perchè capita sempre più spesso. Sempre tenendo presente che precoci non vuol dire più “intelligenti perchè intelligenza è un insieme di competenze e ad esempio a mio figlio ne mancano ancora parecchie. Scusate il fervore, questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore perchè mi sono trovata spesso a dover giustificare i nostri comportamenti, se un bambino di 4 anni e mezzo passa i pomeriggi al mare facendo enigmistica sotto l’ombrellone deve essere colpa di genitori stressanti io invece avrei dato qualsiasi cosa per vederlo rotolarsi nella sabbia con gli altri bambini! Talvolta però si devono accettare le cose per come sono, aimè.

  5. Credo sia molto naturale che nei bambini, a partire dai 3 anni, si manifesti un’intensa curiosità  verso le lettere, le parole e conseguentemente si sviluppi il desiderio di imparare a leggere e scrivere, soprattutto se sono cresciuti in un ambiente dove i libri non sono oggetti sconosciuti e la lettura è una sana abitudine e non una misteriosa pratica esoterica. Come nel caso di Andrea, anche mio figlio di 5 anni ha ‘imparato’ a leggere e scrivere nel corso dell’ultimo anno e con coscienza più che leggera posso dire di non aver mai forzato la mano in tal senso. Io stessa ho imparato a leggere in modo del tutto spontaneo e autonomo intorno ai 4 anni, manifestando una predisposizione del tutto naturale alla lettoscrittura, bilanciata da un deficit cronico (a mai recuperato) nei confronti del calcolo e del ragionamento matematico. Del resto, senza scomodare Chomsky, è noto che la mente umana è predisposta fin dalla tenera età  allo sviluppo di tali competenze. Certo, capisco le obiezioni di certe maestre che scoraggiano il precoce apprendimento e aggiungo: sono pienamente d’accordo se si tratta di una forzatura dettata non solo dalle ambizioni genitoriali ma da tutto il sistema, che accelera e anticipa ogni fase dello sviluppo (vogliamo parlare dello smalto a bambine di 4/5 anni che a 15 si troveranno con unghie deboli e rovinate per l’uso di prodotti chimici?). Ma questo non mi fa temere che a settembre mio figlio avrà  modo di annoiarsi a scuola, normalmente entro natale tutti i bambini hanno imparato a leggere e scrivere e qualsiasi insegnante di medio livello è in grado di gestire un gruppo di bambini dalle competenze e dalle potenzialità  differenti.
    Ovviamente condanno ogni sorta di forzatura e sovraccarico da parte dei genitori e non parlo solo di leggere e scrivere, ma di tutti gli approcci precoci quali lo studio della musica, la pratica di uno sport, l’apprendimento di una lingua ecc, che spesso sembrano finalizzati alla formazione del campioncino di turno o all’esibizione nei periodici saggi che corredano simili attività . E non solo per le motivazioni che molti genitori e l’articolo commentato da Deborah sottolineano, ma anche perchè lo sviluppo psicofisico del bambino ha fasi e tempi ben precisi, seppure variabili da soggetto a soggetto. I tempi di attenzione di un bambino di 4 anni sono brevissimi rispetto a quelli di uno di 7/8, inutile pretendere che riesca a concentrarsi per più di qualche minuto di seguito e che manifesti quella costanza, pazienza, applicazione e perseveranza che richiedono determinate attività . Due piccoli esempi personali e chiudo. A settembre ho pensato di proporre Giacomo un’attività  sportiva ed ero orientata su un gioco di squadra. Pur sapendo che 5 anni è ancora presto per giochi di squadra e regole, mi sono informata su calcio, basket, rugby, pensando che mio figlio ne avesse bisogno per ‘svegliarsi un po’. Poi lui, sulla scia del cartone animato di kung fu panda ha manifestato il desiderio di fare un’arte marziale -io non ci avevo nemmeno pensato. Coerente con la mia convinzione che le attività  extrascolari debbano essere un’area ‘franca’ in cui il bambino fa qualcosa che gli piace, scelto da lui a costo di sbagliare e dover cambiare, mi sono informata sul karate. Su you tube gli ho mostrato video di allenamenti di bambini per fargli capire cosa sarebbe andato a fare e ho contattato un maestro il quale, contro i suoi interessi, mi ha spiegato che il Karate era più adatto a bambini di almeno 7/8 anni perchè richiede una disciplina e tempi di attenzione troppo lunghi e che lui mi avrebbe consigliato il Judo. Abbiamo seguito il consiglio e non mi sono pentita, anche se so che probabilmente l’anno prossimo Giacomo vorrà  andare a calcio (sigh!) magari perchè ci va il suo nuovo compagno di banco. Al di là  di ogni mia previsione Giacomo ‘si è svegliato’ moltissimo e non solo, ho notato un certo miglioramento nella sua capacità  di concentrazione, di interazione con gli altri e la nascita di un rapporto maestro-discepolo basato sulla stima e la fiducia che sicuramente gli tornerà  utile negli anni futuri. Volevo fare un altro esempio ma mi sa che mi sono dilungata troppo, scusate, ma sono molto sensibile a questo tema. Un abbraccio

    • Per quanto mi riguarda potevi proseguire in questo tuo interessante commento. Non aggiungo altro perchè ciò che dici è assolutamente giusto! Voglio solo precisare che questo articolo non vuole demonizzare i genitori di bambini dall’indole “precoce” quanto i genitori che forzano i propri figli ad un apprendimento da loro non richiesto.

  6. si vede che non ho niente da fare, eh?
    ( a parte coltivare il mio pancione..)

    • bè, direi che il tuo tempo libero ci permette di leggere le tue interessanti considerazioni ;)

    • hai fatto bene a sollevare questo argomento, credo che sia attualissimo e importantissimo in questi tempi. ne approfitto per consigliare la lettura di un bellissimo romanzo di Joyce Carol Oates, una delle mie scrittrici preferite, che tratta questo tema seppure in modo estremo. si intitola ‘Sorella, mio unico amore’ e racconta la vicenda (tratta da una storia vera) di una di quelle donne-bambine in miniatura forzata dalla madre a percorrere la carriera di baby pattinatrice, con esiti drammatici. La cosa interessante è che il tutto è narrato dal punto di vista del fratello. Stupendo.

  7. MIa madre era un’esagitata, mi ha insegnato a leggere e a scrivere a casa quando avevo 4 anni… Mi sottoponeva ad odiosissime sedute di scuola forzaata nel pomeriggio mentre mio fratello era libero di andare a giocare fuori e divertissi. Inoltre le sedute pre scuola erano accompagnate da legnate perchè mia madre è (ancora oggi) una grande sostenitrice del teorema della sberla terapeutica. In me ha sempre vissuto una secchiona competitiva…non riesco a reprimerla neanche adesso che ho 36 anni e al college mi faccio il sedere per essere la migliore, lo confesso.
    Per un attimo ero stata tentata di mettere in atto lo stesso comportamento con Enrico. Poi mi sono ricordata la mia immane delusione il primo giorno di scuola quando sono tornata a casa in lacrime perchè tutto quello che avevamo fatto era stato riempire una pagina di quadrettini, mentre io da mesi sognavo di avere finalmente spiegato il teorema di Einstain…..

  8. ehm io sono un caso a se…a 6 anni parlavo e scrivevo 3 lingue spagnolo italiano tedesco voi immaginate il mio primo giorno di scuola dove scrivevano sole….ed io lo scrivevo in 3 lingue^_^e la maestra punta dal vivo visto che lei nn capiva quello che dicevo mi ha messo un voto basso perche diceva che voleva solo la lingua italiana nella sua classe….e cosi quando mi capitava di fare qualche errore di scrittura lei si lamentava con i miei perche non andava bene e lei non aveva tempo di star dietro a me…che magari mettevo qualche h in piu o qualche doppia in meno!!!e cosi mia mamma ha smesso di parlarmi in spagnolo…e mio padre in tedesco…l’asilo l’ho fatto a zurigo e li mi hanno sempre fatto i complimenti per le mie lingue e non era un problema ma si sa li sono avanti anni luce…e nessuno mi ha imposto nulla…vivevo a zurigo mio padre italiano mia madre spagnola e arrivato tt in maniera naturale e siccome i miei mi vietano i film horror ho imparato da sola a leggere la guida tv in tedesco per capire a che ora c’era un determinato film e cosi mi alzavo di notte e guardavo la tv ^_^santi film horror non perdonerò mai quella maestra antipatica e poco paziente….aveva un genio tra le mani(modestamente)e non l’ha capito!!^_^

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