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Che lo svezzamento abbia inizio!

Svezzare significa passare da una dieta completamente a base di latte (materno o artificiale) ad una comprendente cibi solidi e liquidi di altra natura rispetto al latte delle prime fasi di vita. Semplice, vero? Ma come si fa a sapere quando è il momento di cominciare lo svezzamento?

Magari sei una di quelle mamme che deve tornare a lavoro dopo la maternità , quindi in questo caso hai una data precisa in cui questo passaggio deve avvenire.

E se invece non hai un termine prefissato per  la fine dell’allattamento? O in ogni caso come puoi procedere per permettere che la transizione tra queste due diete così differenti avvenga nel miglior modo possibile?

 

Innanzitutto ci sono due cose da tener presenti: le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  (e di ogni organismo facente riferimento a questo organismo istituzionale come l’UNICEF) e le esigenze tue e del tuo bambino.

Per quanto riguarda l’OMS oramai è ben noto quali siamo le linee guida: fino ai 6 mesi di vita un bambino dovrebbe essere nutrito esclusivamente con latte (sia esso materno che artificiale, ovviamente calibrato sulle necessità  del poppante). Dopo i 6 mesi il bambino, da un punto di vista dello sviluppo gastrointestinale, immunitario e psico-motorio, è pronto per affrontare la dieta solida.

Esistono tuttavia alcuni enti scientifici e governativi che ultimamente hanno proposto un inizio anticipato, sostenendo che tra i 4 e i 6 mesi non ci sarebbero controindicazioni nell’assunzione di cibi solidi. (ESPGHAN, European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition  e EFSA, European Food Safety Authority ).

Sia che si segua l’indicazione dell’OSM o che si propenda per queste nuove interpretazioni (iniziare a 4 mesi) va comunque bene, sempre che ci si ricordi che per almeno il primo anno di vita (meglio ancora se si potesse proseguire anche oltre) il latte è comunque l’alimento fondamentale e imprescindibile della dieta del bambino. Inoltre, fino ad almeno l’8°/9° mese, i solidi introdotti, per quanto nutrienti e vari, sono da considerarsi su un piano secondario rispetto al pasto di latte.

In ogni caso il buon senso la fa da padrone: come dice il buon ingegner Brambilla e, a suo tempo anche mia nonna, “finché i nanetti non hanno denti, è inutile dargli cibo solido”.

 

Ma come si procede allo svezzamento?

 

– Ogni bambino è diverso: alcuni tendono ad autosvezzzarsi da soli e il loro interesse per il latte cala spontaneamente, altri invece potrebbero continuare a ciucciare vita natural durante.

Io ho avuto la fortuna di sperimentare entrambe le situazioni: quando Matteo aveva 13 mesi mi ero accorta che per allattarlo lo dovevo inseguire quindi era evidente che non era più interessato al mio latte. . Con Davide invece…sono stata inseguita notte e giorno fino al compimento dei 15 mesi…dopo di che ho chiuso i battenti della mia onorata carriera di lattifera prendendo l’iniziativa, che se aspettavo lui sarei finita ad allattarlo persino al college!

Ad ogni modo, qualunque sia l’attitudine del tuo “ciucciatore” ti consiglio di procedere sempre con gradualità , sia per permettere al piccolo di abituarsi sia per permettere al tuo seno (nel caso dell’allattamento naturale) di modificare la produzione, regolandola sulla richiesta. L’inizio dello svezzamento è molto delicato e si potrebbe rischiare la formazione di ingorghi mammari e nei casi più sfortunati, di mastiti, proprio perché di colpo si è passati da numerose poppate ad un numero ridottissimo di queste.

Per quanto mi riguarda, (seguendo le indicazioni delle infermiere pediatriche del consultorio a Sydney) al momento di togliere completamente il latte, ero oramai scesa a tre poppate nelle 24 ore: colazione, pranzo e cena. Il consiglio che mi è stato dato e che ti propongo è quello di iniziare a togliere la poppata di mezzogiorno, per due motivi:

  1. il seno non si gonfia troppo tra colazione e cena mentre se togliessi quella della sera per esempio o quella della mattina, il latte avrebbe molte più ore per accumularsi.
  2. Il piccolo ha comunque avuto la sua razione per colazione e dopo alcune ore avrà  quella della cena, in questo modo non passa troppo tempo senza il latte. Inoltre in mezzo alla giornata, a cavallo con il pranzo fatto di pappe, è più semplice che il piccolo si distragga e non pensi al fatto che la tetta della mamma non si è inspiegabilmente palesata come al solito.

Dopo alcuni giorni, anche una settimana dalla prima eliminazione, puoi passare alla seconda e qui puoi decidere tu cosa è meglio. Io in entrambi i casi ho preferito togliere prima quella del mattino e lasciare il latte alla sera come parte del rito della nanna, ma anche la soluzione opposta può essere perfetta.

 

– Ci vuole molta pazienza: non tutti i bambini accettano volentieri lo svezzamento dal seno al biberon e se sei una mamma che deve tornare a lavoro potrebbero crearsi delle tensioni e delle ansie che non aiutano né te né il tuo piccolino. In questo caso sei costretta a svezzare e quindi la scelta della poppata da saltare si deve regolare con i tuoi bisogni e i tuoi impegni: probabilmente la poppata serale e quella del mattino sono le uniche che possono essere conservate più a lungo e che in teoria possono conciliarsi con il termine della maternità  e il rientro al lavoro.

– Se sai che al compimento del sesto mese d’età  (per esempio) dovrai tornare a lavoro, comincia a sostituire il seno con il biberon qualche settimana prima o anche un paio di mesi prima: tirati il latte e un pasto o due al giorno li sfrutti come esercizio di biberon. Se poi tirarti il latte non ti pesa e riesci a stoccarne in quantità  sufficiente da soddisfare più poppate durante la giornata allora procedi pure. In alternativa puoi introdurre il latte artificiale gradualmente insieme al biberon e mantenere per tutto il tempo che vuoi la doppia poppata, ossia quando non ci sei latte artificiale e biberon e alla sera (per esempio) il tuo seno. Tieni presente però che un seno non stimolato da suzione regolare, smette gradualmente di produrre latte.

– Alcune mamme tolgono il seno di colpo e lo sostituiscono con il latte artificiale e se il piccolo lo rifiuta, non recedono e proseguono a testa bassa fino a che quella poppata con il biberon non viene accettata. Personalmente non sono d’accordo con questo approccio ma mi rendo conto che nei casi di mamme in maternità  che devono tornare a lavoro, il tempo è prezioso e non si possono fare troppi sofismi. Dipende da te, dai tuoi ritmi e dalla conoscenza che hai maturato nei confronti del tuo bambino.

– Il ruolo dei papà  in questo ambito diventa preziosissimo e fondamentale! Soprattutto se si tratta di togliere la poppata della sera o se per caso ce n’ è una notturna che si vuole interrompere. Se il tuo bimbo è abituato ad essere accudito da te e ricevere allo stesso tempo anche il tuo latte, potrebbe risultare complicato occuparti tu in prima persona del rito della nanna senza offrirgli la tetta.

Ecco che il papà  entra in azione! Con Davide l’ingegner Brambilla ha operato un vero e proprio miracolo: dopo 12 mesi di allattamento notturno (si svegliava almeno 3 volte a notte) io ero giunta al capolinea e il mio equilibrio mentale era sul classico orlo di una crisi di nervi. Una sera ho deciso che non mi sarei più alzata e che ci avrebbe pensato il papà  a fornire acqua e una coccola al bestiolino ululante. Nel giro di una settimana Davide ha smesso di svegliarsi di notte. OK, è durato solo due settimane poi ha ricominciato a svegliarsi…ma questo e un’altra storia. Il punto è che se il bimbo ti associa ad un dispenser automatico di latte e coccole, non ne vieni più fuori. Il Padreterno o chi per esso ha pensato bene di non dotare i papà  di tette allattanti proprio perché ad un certo punto della vita dei bambini potessero entrare in campo a fare la differenza!

 

Insomma, più si allatta e meglio è ma ad un certo punto devi smettere: il legame che ti ha unito al tuo piccolo esiste a prescindere dalla tipologia di allattamento che hai usato o dalla durata dell’allattamento stesso. Un giorno il tuo nanetto sarà  pronto per oltrepassare la soglia e da lattante diventare bambino.

Con serenità , certa di aver in ogni caso compiuto splendidamente il tuo dovere di mamma che allatta, devi affrontare nuove sfide insieme a lui/lei: dalla tetta alla padella, ecco iniziata l’era dei solidi!

 

Fonti

Wikipedia-svezzamento

Unicef-10 passi per l’allattamento

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

18 commenti

  1. Alessandro aveva 4/5 mesi era molto stitico e lei, mia moglie, aveva da poco smesso di allattare, era passata al latte di proseguimento. Quindi ha seguito il suo istinto di mamma e ha cominciato ad introdurre succhi di frutta fresca per neonati e omogeneizzati di frutta. Alessandro ha apprezzato fin da subito la introduzione di nuovi cibi, forse anche lui un po’ stanco del solito latte. Se l’ avesse detto alla sua pediatra sicuramente lei l’ avrebbe cosparsa di acqua santa, e esorcizzata con parole tipo ” esci da questo corpo satana ” . La pediatra che non voleva cambiare latte quando Alessandro aveva mal di pancia terribili… ma che noi abbiamo cambiato ugualmente alleviando un pò i suoi dolori.Leggendo il tuo articolo mi rendo conto che siamo stati molto fortunati con Alessandro, il suo svezzamento è partito proprio tra i 4/5 mesi!!

  2. da adesso in poi il mio consiglio sullo svezzamento sara’ semplicemente, “finchè i nanetti non hanno denti, è inutile dargli cibo solido…

  3. Ma se lo svezzamento è costretto a iniziarlo una persona che non è la mamma, come nel mio caso che sono dovuta rientrare prima al lavoro e la baby sitter proprio in questi giorni si sta cimentando, potrebbe influire sul rapporto tra me e la mia topolina?
    speriamo di no…..
    rosa

    • Rosa che bello leggerti! Mi raccomando quando vuoi noi siamo qui!

    • io credo che il legame tra madre e figlia sia indistruttibile! Mia suocera quando è nata Camilla è stata parte integrante nella sua crescita. Malgrado se ne sia stata tanto con la nonna Cami dimostra un attaccamento nei miei confronti senza pari! Stai tranquilla che niente e nessuno può mettersi in mezzo a madre e figlia 🙂

    • Anche io nelle tue condizioni mi sarei posta lo stesso quesito, sai? Riflettendoci penso proprio di no: il tempo che la tua topolina passerà a tavola a mangiare incrementerà gradualmente e presto cenerà con voi la sera quindi inevitabilmente parte del tempo che dedicherà a mangiare le pappe verra condiviso con il resto della famiglia. Diciamo che mano a mano che cresce puoi coinvolgerla nella preparazione delle pappe: ovviamente quando sarà grandicella e durante il fine settimana per esempio, cosi` da creare con lei un legame in cucina.
      Penso comunque che non ci siano influenze negative nel vostro rapporto 🙂

  4. Ciao a tutte,
    una domanda sullo svezzamento: michela, 6 mesi, sta iniziando a mangiare le sue prime pappe, un po’ le sputacchia, un po’ le ingurgita, un po’ le colano sul bavaglino…. forse è tutto normale, l’unica cosa di cui non ne vuole sapere è di bere acqua, cosa che il pediatra raccomanda molto.
    Tutto il resto lo beve: succhi di frutta, camomilla, tutte cose dolci e spesso zuccherate.
    Come faccio?
    Rosa

    • Carissima Rosa, in attesa che la nostra esperta si faccia viva (solo pura questione di fuso orario visto che la nostra Enrica se ne sta nel caldo californiano, beata lei)ti posso dire dal “basso” della mia esperienza che anche Camilla non ne voleva sapere di bere acqua (e anche adesso non è che sia una gran bevitrice) ma credo che i liquidi che assume sottoforma di succhi le siano sufficienti per una buona idratazione 🙂 ho imparato che i bambini sul fronte cibo e affini si sanno regolare perfettamente da soli!

      • Credo proprio che tu abbia ragione, ho solo paura che sviluppi una insana voglia di cose solo dolci, avendo io la tendenza a ingrassare, non vorrei che mi diventasse obesa!!!!

        p.s. avresti anche un consiglio su come smettere di svegliarci mille volte ogni notte, quando perde il ciuccio e io per farla riaddormentare glielo devo ridare?

        • Le cose dolci vanno date con misura. Per questo ti consiglio un articolo che ho scritto sull’obesità  nei bambini. Lo trovi nella rubrica “Salute”. Per il sonno… ehm… non è che sia la più adatta, o forse sì visto che mia figlia mi ha fatto dannare, lo dico sotto voce, 5 anni! Calcola che attualmente ha 5 anni e…4 mesi! E non commento oltre 🙂
          Anche per il sonno Enrica nella sua rubrica omonima dispensa un sacco di consigli utili. Enrica qui urge il tuo intervento!!!

        • Anche io ci sono passata con il secondo figlio… una tortura! Puoi fare tre cose:
          1 – lasciargli più ciucci nel letto, vicini a lui cosi` se lo perde e si agita magari gli capita tra le mani un altro.
          2 – Lasciarlo piangere un pochino prima di intervenire, ogni volta lasciarla piangere un pochino di più senza pero` che il pianto si trasformi in pianto isterico.
          3 – 3 avere un sacco di pazienza… 🙂

    • Ti riporto pari pari cio` che eera stato detto a me quando i miei bimbi avevano la stessa età: a 6 mesi (cosi` pure come a 7 e a 8) il pasto principale rimane il latte, sia esso della mamma che artificiale. I solidi (come dicono gli inglesi) sono un qualcosa in più e non una fonte di cibo sostitutiva dell’allattamento.
      Seguendo questo ragionamento (fondato su ricerche e direttive dell’OMS) l’acqua non è essenziale per quanto sia giusto proporgliela sempre. La componente maggiore del latte è l’acqua quindi non si disidrata di certo.
      Offrigli un pochino d’acqua ogni giorno e non ti preoccupare se la sputa… deve solo abituarsi Dagli tempo e non ti preoccupare 😉
      Per quanto riguarda succhi, camomilla e altre bevande, mi spiace ma devo essere coerente con cio` che mi è sempre stato detto e che mi sento in dovere di riferirvi: NO! Nulla che non sia acqua e latte ad un bimbo di 6 mesi! La camomilla, SENZA zucchero puo` essere data in casi particolari, magari sotto consiglio del pediatra, ma se non è necessaria meglio evitarla.
      Lo zucchero non è una cosa buona se dato cosi` in giovane età, tenendo conto del fatto che poi lo assumono sotto forma di fruttosio con le prime pappine di frutta e di lattosio nel latte, quindi il giusto apporto è garantito.
      Mi ricordo la testa che facevano pediatri e infermiere pediatriche in Australia (e pure la mia dentista): anche se hanno messo un solo dentino, puo` essere attaccato dalla carie in età precocissima. E poi abituarli a bevande zuccherate fin da piccoli non è comunque consigliabile.

      Io ti direi cara rosa di tener presente una cosa: l’acqua è presente nel latte che beve normalmente, quindi non si disidrata e per controllare il livello di disidratazione controlla solo che il numero di pannolini “bagnati” che cambi non si riduca drammaticamente.
      Come tante cose, i bimbi devono abituarsi a cio` che è nuovo, quindi dagli tempo e vedrai che presto berrà acqua. Tieni anche conto di cosa gli dai da mangiare: ci sono cibi che mettono sete perchè asciutti, tipo se mangiasse dei pezzettini di pane o della carne. Ma se non sbaglio non gli dai queste cose a 6 mesi in Italia… correggimi ma le indicazioni sono di procedere con frutta e poi con brodi vegetali, giusto? Come puoi constatare tu stessa, sono cibi ricchi di acqua e quindi potrebbe semplicemente nona vere sete.

      Facci sapere cosa ne pensi e soprattutto come procedono i tentativi!

      • Errata corrige.
        Non so cosa sia successo… tra parentesi all’inizio avevo scritto due età ma mi ha messo un’età e un’emoticon… volevo dire a 7 e a 8 mesi

  5. Grazie mille dei consigli, a volte è difficile capire che cosa fare tra le mille cose che senti dire, il pediatra dice una cosa (non dare cose zuccherate) il sostituto del pediatra, anche lui pediatra, dice succhi di frutta e acqua (la poverina pare essere un po’ stitica) e la puericultrice dice frutta senza zucchero e l’acqua non necessariamente ma può essere utile a farla abituare a un liquido “insapore” comunque non zuccherato. Devo farlo capire alla baby sitter che la rimpinza di succhi frutta e omogeneizzati di frutta zuccherati.
    La pappa di mezzogiorno la mangia abbastanza, poi ancora latte il pomeriggio e la sera, tra una quindicina di giorni dovrei passare a quella della sera.
    Vi farò sapere!
    Rosa

    • Cara Rosa noi siamo qui per questo. L’Oasi nasce proprio dall’esigenza di condividere le dinamiche della maternità ! E riteniamo sia bello chiacchierare e condividere il nostro quotidiano. Sai quando si dice che l’unione fa la forza? Un abbraccio

    • Eh lo so, ci troviamo tutte nella stessa barca: consigli contrastanti spesso che ci piovono addosso e noi non sappiamo che pesci pigliare! La cosa migliore è ascoltare e valutare: nessuno più di te conosce meglio la tua bimba e le dinamiche della tua famiglia! AScolta e scegli cosa è più confacente per voi!

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