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No a schiaffi e sculacciate. Terzo e ultimo atto

E con questo post chiudo il capitolo delle sculacciate, degli schiaffi e della loro valenza in campo educativo. “Giusti”,”sbagliati”, “una volta si davano eccome”, “sapessi che collezione di manrovesci io””, “no, ma parliamo di quando mia madre ha fatto un lancio olimpionico della sua dott. Scholl’s dritta sulla mia schiena. Roba da medaglia d’oro.”

In effetti una volta funzionava così, ora come abbiamo potuto vedere nel primo post sul tema (No a schiacci e sculacciate. Atto primo, ndr) se ti azzardi a dare una sberla a tuo figlio rischi la galera e  vieni vista dall’opinione pubblica con una malevolenza peggiore di quella destinata a Pacciani.

Non che sia a favore della pena corporale, intendiamoci, però non mi sento nemmeno di inquisirla totalmente. Insomma può sfuggire la sculacciata e nei casi off limits anche uno schiaffo, di certo non puoi autoprocessarti per direttissima  e condannarti a tre ergastoli per questo.

Ma se al contrario hai la mano facile allora se ne deve parlare.

La cosa inequivocabile è che si alzano le mani quando sentiamo di avere consumato tutta la riserva energetica indispensabile per farci vivere in modo assennato.

E’ un po’ l’ultima spiaggia delle nostre risorse, il rimedio estremo che placa il male estremo. E che ci lascia con un senso di fallimento addosso che nemmeno Callisto Tanzi con il crack della Parmalat.

La differenza sostanziale dei genitori moderni rispetto a quelli “di un tempo” consiste in un permissivismo a volte smodato in cui mamma e papà  permettono tutto o quasi ai figli sperando di ottenere in cambio comportamenti miti, educati e rispettosi mentre come minimo ricevono capricci, ribellioni e non di rado qualche “vaffa”.

E allora ecco che in te si accende quella spia di emergenza, che ti trasforma nella terribile Hulka, in Hulk Hogan, in Miss Hyde e giù “botte da orbi”.

A questo punto è indispensabile un rewind. Cerchiamo di vedere che cosa c’è che non va nell’intera situazione e come andare a recuperare le redini del rapporto tra te e tuo figlio.

Regola numero uno.

Cambia atteggiamento. Non stare a pensare “io? cambiare? E’ più facile avvistare lo Yeti che fa snowboard” su, su nella vita tutto si può, soprattutto quando ci si mette in gioco per i proprio figli. Anche perché non credo tu abbia alternative. I collegi poi li hanno chiusi da un pezzo, quindi”

Sii più ferma e coerente, in fondo tuo figlio ti chiede questo. Lui ha bisogno di un punto fermo nella sua piccola vita e non di vedere un genitore insicuro che per giunta si fa schiavizzare miseramente. Pura questione di dignità  oltre tutto.

Regola numero due

Diventa più concreta. Stabilisci prima del prima delle regole pratiche che dovranno essere rispettate: divisione dei compiti, orari da rispettare, divieti, programmi da seguire. Le scrivi su un foglio grande abbastanza per essere ben notato e lo appiccichi in un punto nevralgico della casa.  E NON  lasciare spazio a sordide contrattazioni. Lui ci proverà  sempre e comunque a convincerti di infrangere la nuova normativa con un paraculismo più unico che raro ma tu fatti legare all’albero maestro della nave e non lasciarti rapire dal malefico canto del sirenetto.  Se ti mostri sicura del tuo ruolo di genitrice/educatrice stai pure tranquilla che otterrai rispetto e obbedienza.

Regola numero tre

Cerca punizioni alternative. Ha disubbidito? Benissimo. Confiscata la playstation, stop alla tivì, non ti azzardare a guardare la balance board della Wii e guai a te se pensi anche solo un nanosecondo di giocare alla lotta greco-romana con il cane in camera di mamma e papà . Una volta decretata la pena non ti muovere dalla tua posizione. Anche se senti che il cuore ti si frantuma in mille pezzi e lui ti guarda con gli occhioni di Bambi tu devi ripetere tra te e te “è per il tuo bene e per il mio, è per il tuo bene e per il mio”.

 

Solitamente le giornate di una mamma sono cadenzate dall’affascinante  ritmo “casa/lavoro”e non si può certo sperare di essere rilassate e spensierate, al contrario  è più facile avere lo stato d’animo di una mucca pazza. Siamo un tantino irritabili, scattiamo per un nonnulla e soprattutto vaghiamo per casa quasi in trance.

Perciò visto che almeno in questa vita la maggior parte di noi non ha massacrato nessuno a colpi di machete dobbiamo assolutamente ritagliarci un po’ di (preziosissimo) tempo per noi. Anche mezz’ora può andare bene (e comunque un carcerato ha molta più libertà  di noi donne. Giusto per fare un piccolo appunto).

E infine una di quelle perle che evidenziano con un giallo fluo i ruoli genitoriali in tema di educazione in cui il papà  ne esce sempre a testa alta rispetto alla mamma (io femminista?! Macché”).

La figura paterna sinonimo di Legge e quindi di autorità  pare che ottenga molti più risultati con i figli di quanto non lo faccia la mamma che per il  tempo che  trascorre con i diavoli (almeno l’80% per andare in difetto) è incline ad attacchi schizoidi e bipolari e perciò agli occhi dei figli acquista lo stesso valore del due di coppe a briscola quando comanda bastoni.

Con il papà  invece è tutta un’altra musica e che diamine. Lui arriva a casa e basta che intervenga una sola volta perché le acque domestiche ritornino alla loro pacatezza.

 

Dunque, hai fissato l’appuntamento per il massaggio ayurvedico? Poi ricordati di rinnovare i colpi di sole e la manicure. Non dimenticare la manicure!!

 

Fonte delle regole educative: Figli Felici ““ novembre 2011

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

Un commento

  1. Concordoal 100%, è sempre meglio instaurare un clima di reciproco rispetto, delle regole da seguire precise e nei casi limite una bella punizione. Cosi la mano sulla chiappa ( mai sul viso e sul capo ) si riduce ai minimi termini, come soluzione di fortuna per scuotere, nella maggior parte dei casi non servirà  nemmeno!! Per quanto riguarda il papà  autoritario….Bhe dipende dal papà . Io per esempio sono il bonaccione di casa, quello meno severo, più permissivo.La mamma al contrario è più forte e decisa, proprio perchè vive un rapporto più lungo con il bambino ed ha bisogno di un impatto più decisivo!! Tuttavia siamo sempre d’ accordo.Lo so, siamo completamente fuori dai binari classici consigliati dagli psicologi, ma alla fine l’ importante che il sistema educativo funzioni ed il bambino ricosca l’ autorita dei genitori.

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