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No a schiaffi e sculacciate. Atto secondo

Continuo il discorso sui vecchi sistemi punitivi (schiaffi, sculacciate e manrovesci, vedi articolo “No a schiaffi  sculacciate. Atto primo”) surclassati da nuove metodologie educative (sguardo severo e fermezza nella voce quando si impartisce un rimprovero).

Per quanto la sculacciata ti possa ancora sembrare cosa buona giusta (ogni tanto, mica sempre) a detta di tutti i pedagogisti, medici pediatri, educatori e operatori di qualsiasi scuola materna ed elementare esistente nel nostro paese si tratta di una punizione fisica superata, che non dovrebbe più rientrare nelle corde dei genitori moderni e che se addirittura diventa una modalità  abituale potrebbe portare il tuo bambino alle seguenti conseguenze:

1)     lo educa all’aggressività . Se tuo figlio si sente aggredito sarà  più facile per lui gonfiare come palloncini i suoi amichetti d’asilo e/o di scuola fino ad arrivare ad alzare le mani pure su di te. Lui si sente cattivo e coerente con il messaggio che gli arriva da casa ed è naturale che trasmetta ciò che gli è stato impartito. Più semplice di così”

2)     Per lui è umiliante. Ricevere una sculacciata o uno schiaffo non lo fa certo stare bene e soprattutto se ciò avviene in pubblico (mettiti nei suoi panni e poi valuta come ti sentiresti). La sensazione che prova è quella di sentirsi un perdente e un debole;

3)     Per lui è una sfida. Il bambino dotato di carattere forte avrà  la tendenza a provocarti dicendoti:«tanto non mi hai fatto niente», dando inizio ad un vero e proprio braccio di ferro tra voi due e ottenendo il risultato di una mamma ancora più impotente e un figlio sempre più ribelle;

4)     Non serve proprio a niente. Qualsiasi cosa faccia di sbagliato impartirgli la sculacciata non rappresenta una punizione efficace, al contrario potrebbe diventare un gesto che nasce e muore  nel momento in cui si realizza. Un atto come un altro  di comunicazione totalmente privo di efficacia e significato.

E se la sculacciata è sfuggita?

So che è facile impartire tutti questi consigli  ma difficilissimo metterli in pratica nei momenti topici in cui il piccolo Attila riduce la tua pazienza al lumicino e ti manda i nervi in tilt, perciò è probabile che una sculacciata ti sfugga e allora che puoi fare quando ciò avviene?

Prima di tutto COERENZA, hai dato la sculacciata e guai chiedere scusa a tuo figlio! Perderesti completamente il tuo appeal di educatrice, in più gli confermeresti di averlo trattato ingiustamente.

NON CERCARE DI RIPARARE. Dai la sculacciata e poi subito dopo lo coccoli.

E lui chiama la neuro.

Scherzi a parte, se prima gli dai il bastone e poi la carota come pensi di essere vista? Un essere debole e facilmente ricattabile. Lui farebbe leva sui tuoi sensi di colpa e il vostro rapporto rischierebbe di diventare alla pari. L’ultima cosa di cui i bambini hanno bisogno.

NON MOSTRARTI SOTTOMESSA. Il tuo dispiacere nell’avere dato una sculacciata rimanga tuo. Perciò congedati da tuo figlio e chiuditi in camera. Sbatti la testa contro il muro, strappati i capelli, scrivi una tragedia in merito ma NON mostrargli il tuo malessere. Non è lui che ti deve perdonare ma tu stessa. L’esperienza, per quanto “drammatica” ti possa sembrare ti deve aiutare a capire come mai hai reagito in questo modo.

“.continua”.

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

4 commenti

  1. eheheheh….debby cara nn è proprio facile!! quando i bimbi ti mandano in tilt… ti racconto questo episodio di leo…

    premetto che io penso di nn avere un figlio, ma una termite….sì sì hai capito benissimo…il signorino, dopo aver “mangiato” il tavolino del salotto (marchio IKEA), è passato al mobile di legno buono…. dopo avergli detto la prima volta NO, la seconda volta gliel’ho ripetuto e lui che ha fatto!?!?!? si è girato verso di me, mi ha guardato con lo sguardo a furbetto, mi ha fatto un sorriso e…si è rigirato e ha continuato a mordicchiare….e lì…resti impotente

    • omamma Valentina ahahahah….direi che questa mi mancava, pensavo di avere sentito, letto e sperimento di ogni con i bambini ma ero ignara che nella mia lunga lista mancasse un bimbo mangiatore di legno!! ma quando lui ha ricominciato a mordicchiare lo hai rimosso dalla sua attività  di tarlo?! 🙂

  2. Per quanto pedagogisti, medici pediatri, educatori e operatori di scuola materna ed elementare ne possano dire, la loro esperienza, teorica o pratica che sia, la considero valida solo se rapportata ai loro figli.
    I libri insegnano molto, ma non sono la chiave del sapere.
    Di fatto l’ esperienza dei genitori , il rapporto genitore figlio, il carattere del bambino come le sue reazioni a determinati stimoli, sono cose talmente uniche che difficilmente si possono schematizzare o rientrano in canoni precisi.
    Questi luminari possono indicarti delle lineee guida,che ogni genitore dovrebbe provare ad applicare , ma ci sono comunque casi che escono dai parametri di ” normalita’.
    Alcuni bimbi, diventano aggressivi e sfidano i genitori anche solo per attirare l’ attenzione, perchè poco seguiti. Al contrario penso che, determinate relazioni tra genitore e figlio, che possono anche comprendere una sculacciata sul sederino/pannolino ( il più delle volte è il gesto che conta e non l’ impatto stesso della mano sulla parte del corpo ) aiutano a mantenere un continuo scambio di comunicazione tra genitori e figli. Anche perchè il più delle volte il cosidetto pattone arriva dopo vari richiami.
    Con questo non posso dire che il mio metodo sia quello perfetto, ma non considero perfetto nemmeno il loro. Come al solito i genitori che trovano un equilibrio. secondo me sono quelli che hanno le migliori possibilità  di riuscire nell’ intento.

  3. Condivido il pensiero di Andrea. Per principio ero ( e sono) contraria al metodo delle punizioni fisiche -mi ricordo ancora gli sberloni in faccia di mia madre, dati anche in mezzo alla gente, una cosa insopportabile..- ma poi l’esperienza ti mette alla prova. Avrò dato a mio figlio 10 sculacciate (rigorosamente nel sedere) in 5 anni, l’ho fatto sempre e solo dopo diversi avvisi e come ultima chance e lui ovviamente la vive come una cosa eccezionale, che faccio solo quando l’ha combinata grossa, alle volte basta la semplice minaccia….. in sintesi, credo come Andrea che non c’è un metodo giusto, ma tanti spunti giusti nei vari metodi educativi. certo, sarebbe bello se tutto si potesse risolvere con sane discussioni, spiegazioni e chiarimenti ma c’è un’età  dei bambini in cui è il genitore che ha il dovere di ‘imporsi’ in un modo o nell’altro, altrimenti il risultato è scontato: i figli prendono il sopravvento e quando sento bambini di 4/5 anni dare dello scemo/stupido/imbecille ai genitori, bè in quel caso una bella sculacciata sarebbe auspicabile.

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