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La mamma ai tempi delle coliche. Le soluzioni migliori per sedarle e salvaguardare il tuo equilibrio psichico

Il suo sguardo è tendente al vitreo, una sensazione di brivido le percorre tutto il corpo come una scarica elettrica, piccole perline di sudore freddo le costellano la fronte. L’urlo straziante la costringe a tapparsi disperatamente le orecchie. Non sa che fare. Non sa proprio che fare”.

Non si tratta di un incipit dell’ultimo romanzo di Stephen King. Ho solo tentato di descriverti lo stato d’animo di una neomamma alla prese con le coliche gassose del suo bambino.

Una rogna di quelle che piuttosto saresti più incline ad ascoltare il grido di un Nazgul del Signore degli Anelli, forse il tuo timpano avrebbe maggiore speranza di uscirne illeso.

Ricordo le coliche di Camilla come l’esperienza più traumatizzante del mio primo periodo di maternità . La gnometta cominciava il suo concerto heavy metal verso le 19.30 e non smetteva prima delle 21.30. La cena si era trasformata in un numero acrobatico da circo in cui io e il papà  mangiavamo a turno, in piedi, seduti, su una gamba sola, il piatto tenuto tra l’avambraccio e il costato, la tv accesa cercando di illuderci di ricostruire i nostri momenti di vita passata che sapevamo bene non sarebbero più tornati ma che ci ostinavamo a tenerli pateticamente in vita.

Verso le 22.00 l’incubo finiva e io non mi ricordavo nemmeno il mio nome. Oltre a pensare di chiedere in prestito l’apparecchio acustico a mia nonna.

Ma che cosa sono le coliche? Che cos’è il fattore scatenante che spinge il neonato a irrigidirsi, agitare freneticamente  braccia e gambe, stringere  spasmodico i pugni, diventare rosso vermiglio in faccia, arcarsi all’indietro, fargli gonfiare la gola tipo rospetto e urlare come un satanasso?

Escludendo l’ipotesi di chiamare un prete e farlo venire a casa tua con una tanica da 20 litri  di acqua santa devi sapere che le famigerate coliche non sono attribuibili a possessioni demoniache ma sono semplicemente (si fa per dire) dei dolori addominali determinati da:

–        immaturità  intestinale: l’apparato digerente del bambino è come un motorino nuovo di pacca e come tutte le cose nuove necessita di un periodo di rodaggio per arrivare a funzionare in modo corretto. Perciò rodaggio per il bambino ed esaurimento nervoso per la mamma. Ci sta come i fagioli con le cotiche a merenda.

–        allergie o intolleranze alimentari, non è raro che un bambino sia allergico al latte che può causare disturbi allo stomaco. Qui davvero l’ironia della sorte la fa da padrona. E’ un po’ come pensare ad un pasticcere che ha il diabete. Una sfiga insomma.

–        motivazioni di tipo emotivo, di adattamento alla nuova vita fuori dall’utero e quindi di stress. A tal proposito sembra che il contesto ambientale in cui cresce il bambino sia uno dei motivi principali che causano le coliche. In parole povere se sei ansiosa, depressa, insicura, iperprotettiva, con un bastimento di sensi di colpa sul groppone, allora le coliche nel tuo bambino si verificheranno molto più facilmente. Perciò è colpa tua (non c’è niente da fare, destinate alla gogna ieri, oggi e domani. Yabadabadu!!).

 

Sopravvivere alle coliche

Dal momento che la natura di questo disturbo è delineata sul “è probabile che si tratti” o “forse sono dovute a”” ci sono diversi approcci per sedare le coliche.

1)     Durante la crisi prendi in braccio il neonato (magari mettiti dei tappi alle orecchie, donna avvisata”), verifica prima che non abbia fatto pipì, che non abbia defecato a mò di discarica, che non abbia il culetto di un Macaco, che non senta caldo, freddo, tiepido. Fagli sentire il contatto fisico, cantagli una canzone (e qui cerca di selezionare adeguatamente una playlist perché so di mamme che al tentativo di canticchiare al loro gnomo un pezzo di Malgioglio hanno rischiato un ictus a causa degli strilli di diniego dei propri bambini).

2)     Cullalo teneramente. Il movimento ondulatorio potrebbe rilassarlo al contrario del tuo braccio che oltre ad essere stato in trazione a lungo e per questo diventato  rigido come un baccalà  essicato può anche trovarsi al limite della necrosi.

3)     Sostituisci il latte vaccino con quello di soia e/o riso  (poverino, oltre a non potersi gustare il buonissimo latte di mucca gli toccherebbe quella “sboba” iningurgitabile del latte di soia. Però fanno molto “cool”  il macrobiotico e il vegan life style). Se allatti artificialmente opta per formule a basso contenuto di lattosio o a base di latte parzialmente digerito.

4)     Attaccalo al seno (chiedo venia alle mamme che allattano con il biberon e che potrebbero pensare, “eh sì, e io dove l’attacco? Alla circolare destra?!”) per lo gnomo è tranquillizzante e questo gesto lo può liberare dell’aria intestinale poiché la suzione stimola la cosiddetta peristalsi intestinale (vale a dire il “riflesso gastrocolico” che spinge il neonato ad assimilare latte ed espellerlo nello stesso momento. Esserini piccoli ma pratici questi neonati).

5)     Dagli una tisana da bere. Quella al finocchio è l’ideale purché non sia zuccherina (gli zuccheri possono essere proprio la causa scatenante delle temute coliche, fermentano nell’intestino e “stica”” per usare un gergo da vox populi), usa perciò tisane e composti senza zucchero, e somministra la bevanda con un cucchiaino. Se allatti al seno bevi tu una bella tazza di tisana al finocchio (così non rischi di saziare lo gnomo con liquidi diversi dal latte materno).

6)     Fai un massaggio al pancino. Aiuta a rilassare te e tuo figlio, favorisce il transito intestinale e l’uscita del gas in eccesso (e vabbè, in tutte le cose ci sono i pro e i contro, no?!). Il massaggio è opportuno farlo lontano dagli attacchi di coliche, in un momento di calma, in un ambiente rilassato, metti una musica in sottofondo, opta per una New Age, Orient fusion, Buddha Bar, la compilation di Gandhi insomma qualsiasi melodia possa trasmetterti relax. Fai un massaggio circolare sul pancino del tuo bimbo in senso orario perché tale è il senso di marcia dell’intestino. Usa un olio di mandorle dolci per facilitare il massaggio (NON comprare prodotti con additivi aggiunti o profumi che possono causare allergie. SOLO prodotti naturali, mi raccomando). Ungi le mani, scaldale prima di iniziare il massaggio, fai una leggera pressione della tua mano sul corpo di tuo figlio, disegna dei cerchi sul pancino, intorno all’ombelico con la mano aperta e appoggia bene tutto il palmo. Metti la mano aperta appena sotto l’ombelico, in posizione trasversale, cioè con le dita perpendicolari alle gambe dello gnomo, fai scorrere la mano verso l’inguine, con una leggera pressione, come per far uscire aria dal pancino.

Se al bimbo piace il massaggio lo potrai capire da come tiene le gambette che verranno posizionate ad angolo retto e tenderà  a spingere le ginocchia verso il pancino.

Puoi ripetere il massaggio almeno una decina di volte e in sequenza.

 

Concludo con una chicca curiosa sulle coliche

Le coliche gassose si verificano con maggiore frequenza nei primogeniti e prediligono bambini appartenenti a ceti sociali elevati.

Come si dice, quando i soldi non fanno la felicità ”

 

Fonti: noi mamme e Figli Felici – dicembre 2011

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

5 commenti

  1. mamma mia debby cosa mi hai fatto rivivere!! leo pur allattandolo al seno aveva coliche in continuazione….il primo pediatra mi aveva dato il colinox, ancora nn lo aveva visitato, ma è stato molto gentile al telefono…una mia amica, che ha la bimba più grande di 9 mesi, (quando l’ho battezzata ero incinta di leo 🙂 ) mi fece vedere come aveva fatto lei…bimbo sull’avambraccio e sculacciate, ovviamente piano, sul culetto… oppure sulle ginocchia…il 15 gennaio (lo ricordo come fosse ieri) siamo andati al meyer perchè leo piangeva in continuazione!!! al pronto soccorso gli fecero il sondino, poi il pediatra che lo visitò mi segno il MILYCON!!! 2 volte al gg…lì sn rinata…povero amore…posso dare però un consiglio alle mamme…ho fatto il corso massaggi e lì ce ne hanno insegnato 1 che è apposta per il pancino…glielo faccio anche ora, perchè magari nn riesce a fare la cacca…ecco come si esegue:

    stendere il bambino sul fasciatoio
    la mano destra deve fare un giro a 180° sul pancino, da sinistra verso destra
    quando la mano destra è a 90° e finisce il giro, mettere, sempre sui 90° la mano sinistra e una volta che ha finito il giro la mano destra finisce anche la sinistra…

    nn so se sn stata chiara…cmq vanno fatti massaggi a 2 mani…va bene anche a 2 mani dall’alto verso il basso in continuazione…

    • cara Valentina credo che per la maggior parte delle mamme le coliche siano state un brutta bestia. Anche io le ricordo bene malgrado Camilla abbia compiuto di recente 5 anni. Ma certe cose a mio parere non si dimenticano, il tempo le rende fievoli ma non si scordano del tutto.
      Grazie mille per il consiglio sul massaggio, ne faremo tesoro!!

  2. Me le ricordo anche io…dopo ben 9 anni…Alessandro diventava tutto rosso e piangeva, lo sguardo intriso di dolore e disperazione…e piangevo anche io. Vederlo soffrire così, povero piccolo mi metteva addosso una tristezza ed una angoscia , che poco dopo si trasformava in magone e pianto!!
    Poi il percorso è il solito di tutti…pediatra, farmacia, milicon, cambio alimentazione, aiutino della mamma per espellere il gas. Ne siamo usciti abbastanza bene.. ma l’ impatto emotivo c’ è stato. Più che altro sentirti impotente nell’ alleviare le sue sofferenze, la cosa che più mi ha procurato stress, più che il pianto in se!!

  3. andrea ci credo…mio marito andava nel panico quando lo sentiva strillare così forte…

    debby prego…spero che i consigli su come fare i massaggi siano stati utili a qualche neomamma che navigava da queste parti…alla fine siamo tutti nella stessa barca..

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