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Fasciatura alternativa

Di fasciature, o “swaddlig/wrapping up“ come li chiamano gli anglosassoni, per favorire la calma e il sonno del nanetto ne ho già  parlato. Se per caso però sei mamma di un parente stretto di Taz, il diavoletto Tasmaniano, e fasciare il tuo bambino risulta semplice come imbottigliare un tornado, allora ti propongo un metodo più “estremo” ma che con il mio Tazidino (Taz-Davidino) ha dato dei risultati.

Essendo Tazidino il secondo figlio e avendo sperimentato la fasciatura con Matteo, ho fin da subito applicato le stesse tecniche e devo dire che la pratica e l’esperienza accumulate mi hanno portato grandi soddisfazioni”per i primi 10 giorni della sua vita.

Ho avuto qualche sospetto che mi trovassi di fronte ad un esagitato la volta in cui ho accostato il mio viso al suo paffutello volto di neonato addormentato: come risposta alla mia vicinanza, mi sono beccata un suo cazzotto dritto in un occhio. Stava sognando, probabilmente di fare lo sparring partner a Primo Carnera.

Quello fu il primo di una lunga serie di pugni e calci che il mio Tazidino tirava regolarmente durante il sonno: l’efficacia della fasciatura è andata diminuendo, fino a svanire, nel corso dei primi due mesi. Nonostante la mia maestria nel preparare BabyBurriti, puoi comprendere come il significato di “tranquillizzare, contenendo e permettendo dolci sonni tramite una morbida fasciatura” si fosse sgretolato come un castello di sabbia durante un maremoto.

Da un lato sarebbe stato un passaggio logico smettere di fasciarlo, visto che aveva anche l’età  giusta: il mio problema però era che Tazidino aveva il sonno così agitato che durante la notte si graffiava la faccia e oltre a svegliarsi in continuazione, la mattina lo trovavo con il viso sfregiato.

Per un po’ ho valutato l’idea di mettergli dei guantini ma avevo paura che agitato com’era, se li sarebbe ingoiati, soffocandosi.

Io e l’ingegner Brambilla ci siamo trovati di fronte ad un dilemma: incollargli gambe e braccia col bostik o infilarlo in una camicia di forza?

Scartate le due ipotesi precedenti (sai che macello togliere il bostik dalle lenzuola?!), ho cominciato un’affannosa ricerca in rete digitando “Bimbi dal sonno agitato”.

Ho scoperto un mare di blog e forum con madri disperate che le avevano pensate e provate tutte pur di mantenere il piccolo il più fermo possibile e permettergli così di avere un sonno tranquillo. Scartando quelle che ipotizzavano l’utilizzo di qualche droga pesante o di legare il pargolo con le corde dello stenditoio, un commento di una mamma australiana mi ha colpito più di tutti: costei affermava che aveva provato un nuovo tipo di fasciatura chiamata Woombie, con la quale il figlio di due mesi aveva finalmente trovato la pace dei sensi, dormendo notti intere senza mai un risveglio, esclusi quelli per le poppate.

Mi sentivo come se fossi stata sul punto di risolvere ogni male del mondo e con grande aspettativa, ho digitato “Woombie” su google…ecco cosa ho trovato:

http://www.woombie.com/

Un sacco elastico, di vari materiali a seconda della stagione, chiuso con una zip davanti e provvisto solo di un’apertura per la testa.

“Ohibò”, ho pensato, “mi sembra veramente estremo…ma funzionerà ?”.

In condizioni normali avrei proseguito la ricerca e magari investigato se qualcuna delle mamme del mio gruppo australiano avesse già  sperimentato l’oggetto in questione. Ma dato che io e l’ingegner Brambilla ci trovavamo ai ferri corti e con un sonno arretrato disintegrante alle spalle, ci siano lanciati nella folle spesa, acquistando tre woombie.

Primo esperimento eseguito il 25 novembre 2010. Risultato: SUCCESSO TOTALE! Tazidino, insacchettato a dovere, aveva dormito tutta notte, svegliandosi solo un paio di volte per la poppata e cosa ancora più rimarchevole, la mattina il suo bel visino non era una maschera di sangue come al solito.

Era stato un caso? No, apparentemente, visto che le notti successive il successo si era ripetuto, per la gioia di mamma e papà .

Pareva avessimo veramente risolto tutti i nostri problemi e la spesa sembrava  essere valsa la pena.

Tutto rose e fiori, penserai tu. No, purtroppo. Nonostante la soluzione dei risvegli e del graffiarsi la faccia si fosse risolta, ci trovavamo di fronte ad altri problemi, primo tra i quali, Tazidino, incidentalmente, cresceva e i woombie, sfortunatamente no. Questi “sacchi nanna” arrivano a contenere bambini anche di 10 chili ma se vuoi sfruttare l’effetto “cocoon”, di contenimento, devi prenderli non molto più grandi del bimbo e poi acquistarne altri al crescere del piccoletto. Il pensiero però di affrontare nuovamente una spesa del genere per i mesi a venire non mi convinceva molto…al portafogli dell’ingegner Brambilla poi, era partito un embolo.

Inoltre il nanetto si è dimostrato essere un piccolo ercolino e la forza che ci metteva nei suoi movimenti notturni forsennati era andata incrementando, portandolo a liberare le braccia con facilità  (sfasciando il collo dei poveri woombie), il che ci aveva riportati ai risvegli frequenti dell’inizio.

Altro problema era la temperatura: nonostante i woombie presi fossero previsti per l’estate e quindi di materiale leggero, il povero Tazidino faceva la sauna e la mattina, estraendolo dal sacchetto, odorava vagamente di taleggio stagionato.

Di per sè il woombie e altre marche simili hanno il vantaggio di offrire una valida e pratica alternativa alla classica fasciatura con lenzuolino, ma come detto, esistono alcuni aspetti collaterali.

Se sei brava con ago e filo potresti anche confezionarne uno tu o se sei alla frutta e non particolarmente abile nell’arte della sartoria potresti provare a cucire le aperture delle braccia del sacco nanna, se ne hai uno. Si, lo so…metodo barbaro…ma l’ingegner Brambilla lo avrebbe fatto (lui, si proprio lui…che se aspetta me che prendo in mano ago e filo, campa cavallo), se non fosse che io sono più veloce nell’acquisto ondine che lui ad infilare il filo nella cruna dell’ago.

 

Beh, in soldoni…io che ho fatto? Nulla. Mi sono armata di santa pazienza, confidando nel fatto che prima o poi, Tazidino si sarebbe calmato e avrebbe smesso di scarnificarsi il volto. Ah, poi…gli ho anche tagliato le unghie.

 

Alternative:

Cozy Cocoon http://www.cozycocoon.com/, molto più decorativo (troppo fru fru per i miei gusti) e forse più per le prime settimane di vita.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 commenti

  1. usato con il mio primo figlio fino a 9 mesi fa miracli il miackle blanket consiglio a tutti…. mio figlio fa quando aveva 10 gg dormiva 12 ore la notte

    • ohhh finalmente ne trovo una che sa di cosa parlo! 😀 Quando nomino la fasciatura molte mamme italiane mi guardano come se fossi una marziana… O_O
      Anche i miei dormivano meglio fasciati piuttosto che no: a dire il vero non so se era poi diventata un’abitudine la fasciatura piuttosto che funzionare in quanto “metodo calmante” in sè, ma ad ogni modo ha un suo senso 🙂

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