SIDS

Ma cosa è questa SIDS di cui tutti parlano? Un tempo si diceva “morti in culla”, “morti bianche”; ora si preferisce l’acronimo inglese che sta per Sudden Infant Death Syndrome, ossia “sindrome da improvvisa morte infantile”.

Mette paura vero? Non credo ci sia una sola mamma al mondo che mettendo a dormire il suo nanerottolo, non venga sfiorata dall’angoscioso pensiero della morte in culla.

Di articoli, di studi, di opinioni autorevoli o meno ce ne sono a bizzeffe e spesso contrastanti tra loro riguardo le cause e la dinamica di questo evento terribile.

Nella mia continua ricerca di risposte, ho trovato alcune informazioni che vorrei condividere con te e con chiunque si trovi a passare di qua.

Innanzitutto è da tenere presente che le cause di SIDS sono a tutt’oggi sconosciute e che si tratta di  una  sindrome non prevedibile né tantomeno è possibile prevenirla.

Di certo si sono rintracciati tutta una serie di fattori che possono concorrere ad aumentarne il rischio di incidenza ma che di per sé non possono essere ascritti al ruolo di causa scatenante.

Alcune recenti ricerche hanno messo in luce l’ipotesi che in alcuni bambini, per motivi non ancora accertati, si verifichi un ritardo dello sviluppo di alcune cellule cerebrali preposte al corretto funzionamento degli apparati respiratorio e cardio circolatorio. In poche parole alcune particolari cellule cerebrali hanno la funzione di attivare tutta una serie di meccanismi di “salvezza“ in caso di mancato afflusso di ossigeno al cervello. I neonati difficilmente soffocano nel sonno, sempre che questi recettori di emergenza funzionino e che non ci siano degli ostacoli che blocchino il normale funzionamento respiratorio. Se l’apporto di ossigeno al cervello diminuisce per un qualche motivo, i recettori preposti si attivano e “svegliano” il bimbo che cambiando posizione o cominciando a piangere, riattiva la normale funzione di respirazione.

Se questi recettori di emergenza non funzionano, qualunque motivo causi il blocco od ostacoli la respirazione può seriamente compromettere la vita del neonato.

Si tratta comunque di ipotesi che, per quanto valide, non hanno ancora trovato una sicura convalida.

Non si può (almeno per ora) intervenire per correggere questo ritardo nello sviluppo cerebrale, ma si può agire eliminando tutti quei cofattori che possono mettere a rischio il normale funzionamento della respirazione.

Alcuni punti da tenere a mente:

–         I bambini a rischio di SIDS sono quelli di età  compresa tra gli 1 e i 12 mesi, con un picco tra i 2/4 mesi di età .

–         Sembra che il fumo (o uso di droghe) in gravidanza, la nascita prematura o sottopeso, i parti plurigemellari, siano tutti fattori che incidono maggiormente sulla percentuale di SIDS.

–         La posizione supina (sulla schiena) è più sicura di quella prona (sulla pancia): un neonato che dorme sulla pancia potrebbe avere più facilmente la bocca o il naso occlusi e quindi essere impossibilitato a respirare correttamente. Inoltre meglio porre il bambino con la testa il più lontana possibile dalle sponde del lettino, in modo tale che abbia attorno alla testa molto spazio e nessun ostacolo alla respirazione.

–         Evita di mettere nel letto qualunque oggetto morbido, con fili o peloso (orsacchiotti e peluche di vario genere). Copertine e lenzuolini (soprattutto con merletti o nastri) dovrebbero essere eliminati. Al giorno d’oggi esistono i cosiddetti “sacchi nanna” che possono facilmente sostituire lenzuola e coperte.

–         Non coprire eccessivamente il bambino con strati di indumenti durante l’inverno. Soprattutto i neonati hanno una temperatura corporea più alta degli adulti e non necessitano di essere coperti eccessivamente. Se mani e piedini sembrano freddi, non è detto che il piccolo abbia veramente freddo. Controlla alla base del collo o sul petto la reale temperatura del corpo. Scaldare la stanza a sufficienza può prevenire l’utilizzo di numerosi strati di indumenti.

–         Mai fumare in presenza di bambini, a maggior ragione nella stanza dove dormono.

–         Il co-sleeping di per sé non aumenta il rischio di SIDS, sempre che si rispettino i più basilari accorgimenti per garantire la sicurezza del bambino nel lettone. Innanzitutto meglio che siano solo i genitori a dormire con il neonato: è stato dimostrato come soprattutto le madri abbiano una specie di sesto senso interno che permette loro di non schiacciare il proprio piccolo nel sonno, di svegliarsi poco prima o insieme al piccolo e di percepirne sempre la presenza accanto a sé. Elimina, se puoi, gli spazi tra materasso e testiera del letto per evitare incidenti.

–         Usa materassi “rigidi”, in cui il piccolo non affondi. Cerca di non farlo dormire su cuscinoni morbidi o sui divani e poltrone.

–         Si è dimostrato come il ciuccio possa diminuire il rischio di SIDS: l’ingombro del ciuccio permetterebbe al bambino di continuare a respirare. Ricordarsi però che l’introduzione prematura del ciuccio potrebbe interferire con l’allattamento al seno: meglio aspettare la fine del primo (anche secondo) mese prima di offrire al piccolo il ciuccio.

 

Alcuni genitori che ho conosciuto, sia in Italia che in Australia, usano o hanno utilizzato quei sistemi di controllo del movimento notturno da sistemare nei lettini: in poche parole lanciano un allarme quando il bambino smette di respirare o di muoversi normalmente. Personalmente non trovo alcuna utilità  in questi sistemi, anche perchè è stato dimostrato che non servono a prevenire la SIDS, ma solo a far “saltar in aria” mamma e papà  perchè si mettono a suonare a sproposito.

Ma questa è una scelta personale.

 

Per concludere:

–         Se il tuo piccolino ha avuto dalla nascita forme di apnea diurna e/o notturna, se sono stati registrati alcuni disturbi anche temporanei a livello cardio circolatorio, il piccolino deve essere tenuto sotto controllo.

–         Se in famiglia ci sono stati casi di SIDS o altri disturbi del sistema respiratorio, è bene parlarne con il pediatra.

 

Per approfondire:

http://www.emedicinehealth.com/sudden_infant_death_syndrome_sids/article_em.htm

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_della_morte_improvvisa_del_lattante

 

http://www.tantasalute.it/articolo/morte-in-culla-scoperta-la-causa-linee-guida-per-evitarla/2482/

 

http://www.pediatriapratica.it/sids.htm

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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