Home » Casa Oasi » Ciao Mondo! » Se tuo figlio è un poeta e cioè risponde per le rime!

Se tuo figlio è un poeta e cioè risponde per le rime!

Camilla è recentemente approdata in una nuova fase che ho identificato con l’acronimo R.M.C.U.B.C.L.A.(Rispondo Male Come Un Bue Con L’Arterio). A ogni minimo ordine che le impartisco lei controbatte con «aspetta cavoli!», «ho caaapiiito adesso vado!», «uffa però”!!!» se poi le chiedo di spegnere la tv perché è da troppo che se ne sta con gli occhi incollati a quel maxi schermo che ci ritroviamo in casa (trattasi di un “burinata”  per colpa di un’ allettante offerta sul prezzo. Ci siamo resi conto solo dopo di avere una tv di nove metri quadri su 26 di stanza, ndr.) allora avviene un miracolo che potrebbe essere utile alla chirurgia estetica. La pelle del sederino di Camilla subisce uno stiramento tale che nessun ritrovato sul lifting otterrebbe risultati più strabilianti.

Inizialmente vengo colta da tre riflessioni:

Prima: “tu guardala che sfrontata. Io non ci pensavo lontanamente di comportarmi così con mio padre e mia madre”

Seconda: “ho un leggero prurito alle mani”

Terza (vado degenerando): “uso la cinta o la metto in ginocchio sui ceci?”

Questi sono momenti in cui una mamma non sa come muoversi, cerca di studiare bene la situazione ma la sensazione del “come faccio sbaglio” è lì aggrappata come una scimmietta isterica e dispettosa sulla coscienza.

Come consiglia la psicologa e psicoterapeuta dell’età  evolutiva la dottoressa Paola Scalari in un articolo pubblicato sul mensile “Io e il mio bambino“ di ottobre 2011 il primo passo da fare è stare calmi. Perciò via cinta, ceci e prurito alle mani e largo alla respirazione profonda e al mantra “sono in pieno autocontrollo, sono in pieno autocontrollo, sono in pieno autocontrollo”.

Spesso le risposte dei bambini nascondono una provocazione di fondo. Per loro è necessario pungolarci per verificare che cosa gli sia permesso e cosa no.

Perciò prima di farti venire un’ischemia coronarica devi essere consapevole che con frasi del tipo «ma chi se ne frega, vaffa#@strghcbcnlo, che c@strzxq# vuoi e togliti dalle p@##*» il bambino ti dimostra di avere una capacità  critica e di essere un esserino determinato e intelligente (dai consolati un po’).

Ovvio che non si possono lasciare correre frasi del genere che trasformerebbero tuo figlio in un futuro scaricatore di porto super tamarro e stra cafone perciò eccoti un mini prontuario che ti aiuterà  a risolvere il problema:

  1. Tuo figlio si rifiuta di riordinare la cameretta?

Soluzione: «amore mio del cuore», mostrati dolce e salda nella tua posizione. Se vuoi aggiungere anche un “cuorissimissimo” va bene. Però salda, eh? Allora dicevamo «amore mio del cuore, cuorissimissimo. So che è un lavoro faticoso quello di riordinare la cameretta (io preferirei di gran lunga svuotare il magazzino dell’Esselunga da sola. No, questo non dirglielo è solo una nota di redazione!) ma io ti posso aiutare così tu ti sforzi di mettere a posto le tue cose, ocheeeeiiii?»

 

Così facendo tu resti calma e tuo figlio capirà  che le sue parole o i toni non ti metteranno più in difficoltà , se al contrario gli mostri di pendere dalle sue labbra allora uscirebbe il demone Pazuzu che è in lui!

  1. Se l’atteggiamento scurrile e irrispettoso è continuo”

Il bambino continua ad avere un atteggiamento simile probabilmente  perché tu non lo ascolti abbastanza. Io mi rendo conto che a volte i figli ci raccontano cose in determinati momenti della giornata in cui non sentiamo altro  che il flusso dei nostri pensieri impazziti ma mostrarsi entusiaste alla notizia che Barbie si è trasferita a Glossangeles con quell’impomatato di Ken e il suo fornitissimo guardaroba  o  che Topolino ha aperto la boutique di papillon in Snc con Pippo e Gambadilegno ci aiuterebbe ad alleggerire la nostra testa e dare loro la giusta e doverosa attenzione.

  1. Non ignorare le sue risposte!

Fare finta di niente non ha mai portato a nulla di buono peggio ancora intimare tuo figlio con frasi tipo: «non ti azzardare a sfidarmi!», così facendo stacchi il collegamento tra te e lui e ti cuoci una bella frittata di guai.

  1. Non ti offendere!

Suvvia, chi è il bambino dei due?! Questo tipo di atteggiamento porta il piccino a  sentirsi “cattivo” e a caricarsi di un ulteriore senso di colpa. In più fino all’età  di 5/6 anni un bambino non capisce il peso delle frasi che dice perciò bando a inutili atti di suscettibilità  da parte tua.

  1. Evita le scenate e le mortificazioni in pubblico!

Non fare melodrammi per salvarti la faccia agli occhi dell’opinione pubblica, sarebbe patetico e anche molto poco convincente. Piuttosto scusati con chi è stato offeso da tuo figlio e dì al bambino con la solita fermezza che “non si dice” senza starci a ricamare sopra con pippotti e paternali inutili. Poi magari continui il discorso con lui a casa e a quattr’occhi.

  1. Presta attenzione al tuo linguaggio!

Ero indecisa se mettere o meno questo punto. Mi sembra così scontato, banale, ricco di cliché ma sento troppo spesso genitori che per impartire l’educazione ai figli gli si rivolgono con frasi nel migliore stile di Tomas Millian e Bombolo e poi restano sgomenti se il loro caro dolce pargoletto sfancula il primo che gli capita a tiro”

 

 

 

 

 

 

Potresti essere interessato anche ai seguenti articoli

(sponsored)
Caricamento

About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.