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Notti in bianco secondo Ferber, Sears e Hogg

Il problema del mancato sonno  si sta ufficializzando come piaga vera e propria per i neogenitori. Certo che i  rischi che comporta non sono da sottovalutare: alcune mamme sembra abbiano pure pensato all’acquisto di vagonate di sedativi pediatrici o peggio  a trafugare al KGB gas narcotizzanti pur di assicurarsi almeno 5 ore di nanna continuata.

In realtà , cara mamma, senza arrivare a commettere alcun atto criminoso, puoi scegliere tra una lista di metodi inventati da geniali pediatri e neurofisiologi del sonno.

Lasciatelo dire da me che sono una affetta da insonnia coatta.

Matteo, per esempio, di dormire di giorno non ne voleva sapere, figurarsi di notte. Vivevamo a Sydney e avevo la fortuna di appoggiarmi ad uno strepitoso servizio salva-genitori  (anche perchè gratis). E’ un’associazione di nome Tresillian, che mette a disposizione delle splendide e preparatissime nurses (infermiere pediatriche).

La mia era fantastica. Si chiamava Mrs Anne Zellman, origini zvizzere, signora di mezza età , sguardo acuto e deciso ma con  sorriso e modi così dolci che ogni volta che mi parlava mi veniva voglia di acciambellarmi sul suo grembo a farle le fusa.

Appena arrivata a casa mia, mi chiede subito:« Da quanto tempo è sveglio questo bimbo?»

«Mah…saranno due ore»

«Ma è troppo tempo!!! Via via…a nanna!»

Dentro di me ho pensato: “Illusa! Se fosse stato così semplice non ti avrei nemmeno chiamata”.

E invece, nel giro di 15 minuti, Matteo dormiva!

Cominciò così il training  mio e di Matteo che ci avrebbe condotto verso nuovi orizzonti fatti di dolci sonni.

Mrs Anne ha messo in pratica il metodo Hogg, quello di Tracy Hogg, la  famosa puericultrice inglese che per anni ha lavorato negli Stati Uniti, sia presso famiglie che ospedali pediatrici.

L’approccio della Hogg si pone a metà  strada tra i due principali schieramenti nel mondo degli esperti del sonno infantile:

1. il metodo del dottor Richard Ferber (di cui il maggiore esponente è E. Estivill con il suo controverso “Fate la nanna“) che propone il sistema del  “cry it out“, letteralmente “lasciare strillare”.

2. Il sistema ideato dal dottor William Sears (in questo caso i maggiori promotori sono quelli del La Leche League, ossia l’associazione internazionale di esperti in allattamento) che invece è totalmente a favore del metodo “co-sleeping“ ossia “dormire insieme”, e dell’allattamento a richiesta.

Sei una mamma che sa resistere al pianto di tuo figlio anche se questo implica per lui un possibile trauma psicologico ed emozionale?

Adotta il metodo Ferber-Estivill.

Non ci pensi nemmeno lontanamente di lasciare strillare tuo figlio come un ossesso e preferisci tenertelo appiccicato al tuo fianco nel lettone fino ad età  preadolescenziale?

Il metodo Sears-LLL fa al caso tuo.

Non mi sono mai sentita di appartenere ad alcuna di queste due categorie, almeno non completamente. Ho quindi trovato il sistema Hogg, una soluzione ideale che rispondeva alle mie esigenze di riappropriarmi di letto e sonno e allo stesso tempo di non traumatizzare a vita il povero Matteo.

Tracy Hogg è detta colei che sussurra ai neonati e nel suo libro parla del famoso metodo E.A.S.Y (acronimo inglese che sta per Eat, mangia; Activity, attività ; Sleep, sonno; You, tu, nel senso di prendersi cura di se stesse).

Di questo metodo, che per altro con Matteo ha dato risultati splendidi nel giro di una settimana, ho apprezzato l’importanza che si da nell’ascoltare il pianto dei bambini, distinguendo il piagnucolare, che spesso precede il sonno e non richiede l’intervento del genitore, dal pianto disperato che necessita di coccole e rassicurazioni fisiche.

In poche parole non arriva a dare l’abitudine di farli addormentare in braccio o al seno (come propone Sears-LLL), ma si spinge oltre al semplice lasciare nel letto i propri figli, dicendogli dal corridoio che mamma e papà  sono li e che tutto va bene.

Per maggiori informazioni:

  • “Il linguaggio segreto dei neonati” , Tracy Hogg, Melinda Blau. Ed. Oscar Saggi Mondadori. In inglese “Secret of the baby whisperer”
  • “Fate la nanna”, E. Estivill, Sylvia de Bejar. Ed. Mandragora
  • “L’arte dell’allattamento materno” , la Leche League, manuale edito dall’associazione medesima.
  • “The baby sleep book: the complete guide to a good night’s rest for the whole family “, William Sears.

e

  • “Nighttime parenting: how to get your baby and child to sleep”, William Sears.
  • “Solve your child sleep problems”, Richard Ferber.

Una nota: recentemente il dottor R. Ferber ha “addolcito” la sua posizione, asserendo che ogni famiglia è diversa e alcuni approcci funzionano meglio che altri. In definitiva non è più totalmente in disaccordo con il metodo co-sleeping. Mi sa però che si è scordato di dirlo all’amico Estivill.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 commenti

  1. Il libro do Tracy Hogg mi ha aiutata tantissimo, avevo letto anche “fate la nanna” , ma poi naturalmente siamo approdati a quello del libro di Tracy.
    Devo dire che Tommaso ha iniziato a dormire da solo nella sua stanza che si trova al piano di sotto rispetto alla nostra, a 4 mesi e appeno ho smesso di allattarlo la notte ha dormito sempre tutta la notte. Ci sono delle fasi della crescita che richiedono degli aggiustamenti, ma abbiamo sempre trovato il giusto accordo. Ora a letto alle 20 e dopo la favola ninna fino alle 6.30 certo all’inizio ci prova sempra ma dopo averlo rassicurato si addormenta tranquillo.
    Bisogna aver fiducia nell’istinto materno!

  2. ecco una che ha il libro ma…che nn lo ha ancora letto…sì lo so…è vergognoso!!!! me lo hanno regalato quando ormai leo era troppo grande, aveva 10 mesi, più o meno…mia cognata che nn ha bimbi lo ha letto tutto e se ne è innamorata…io sn una di quelle del co-sleeping…ed è da circa 3 sett che faccio dormire Leo nel suo lettino accanto al mio(prima nn era così)… devo dire la verità , sto ottenendo risultati, mi dorme tutta la notte, certe volte si risveglia e cerco di addormentarlo nuovamente, capita che ci riesco..ma quando nn riesco lo prendo lo metto nel mio letto e lo riaddormento, poi lo rimetto nel suo… ho solo un piccolo problema…il furbetto per addormentarsi nel suo lettino, vuole il bibe… addormentarlo nel suo lettino abbracciandolo è praticamente impossibile, ho dovuto rimettere la spondina dopo che l’ho trovato per terra una notte…avete qualche suggerimento su come addormentarlo nel lettino senza bibe??

    • A me avevano sempre sconsigliato di lasciare il biberon con il latte nel letto, per via dei dentini che rimangono impregnati di latte, quindi rischio cariette e altri problemi. Poi per l’abitudine in sè. Pero` mi endo conto che alle volte si tappa un buco aprendone un altro e si deve correre ai ripari. Quando Davide si continuava a svegliare di notte per richiedere il mio latte, io ho semplicemente smesso di alzarmi: mandavo l’ing Brambilla con la bottiglietta per bimbi (quella con il beccuccio) piena d’acqua. Pero` Davide aveva già un anno.
      Alla fine Davide si è abituato che anche se piangeva non otteneva altro che un papà senza tette e per di più peloso, insieme all’acqua. Ora dorme tutta notte con le sue bottigliette d’acqua vicino, se si sveglia beve per conto suo. Ovviamente pero` Davide è più grande di Leo.
      Secondo me stai facendo la cosa giusta: stai andando passo passo, gradualmente verso la sua “indipendenza” Io direi di continuare cosi` per un po’ e poi verso l’anno provare a dargli acqua invece che latte. Probabilmente si svglierà piangendo e protestando ma se il latte non arrtiva più, alla fine si adegua e beve acqua se proprio a sete. 🙂

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