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Mammina cara…

L’altra sera ho deciso di riprendere i contatti con la televisione. Erano più di due mesi che non la guardavo, e ti dirò, non mi è mancata. Vedere il livello di bile stabilizzarsi e riuscire a  guardare la vita con  le tonalità  dei colori a pastello, ammetto, non ha prezzo.

Ma il lato masochistico, insito in ognuno di noi in misure e modi diversi, mi ha spinto a riesumare il telecomando e dare il via ad uno zapping veloce per vedere che mi propinava la pay tv. Mi sono fermata su un reality dedicato alle piccole miss, quelle creaturine che finiscono (vuoi per un karma pesante o che altro) nelle grinfie di madri sconsiderate, frustrate, squilibrate, bipolari, schizoidi, infelici e fallite che ripongono tutte le loro energie malefiche sulle figlie trasformate in un ibrido di Barbie incrociata a Shirley Temple e la Bratz.

Così truccate e agghindate che una drag queen a confronto risulterebbe una devota focolarina. Che orrore.

Età  media delle miss 5 anni.

Quoziente intellettivo medio delle loro madri  una ragade anale riuscirebbe ad avere intuizioni migliori delle loro.

Le sfilate sono veri e propri campi di battaglia senza esclusione di colpi in cui le madri manager spietate di queste povere piccole anime se ne stanno nel backstage pronte a graffiare, sgomitare, darla ai giudici (se la giuria è al femminile valutano anche il disorientamento sessuale), girare nude per la città  al grido: «ho cellulite, adipe ripugnante su addome, fianchi,  smagliature a gogò e  me ne vanto», insomma qualsiasi cosa pur di  vedere la figlia incoronata con un mazzo di fiori più grosso di lei, la fascetta di traverso che la conclama reginetta del New Jersey e lo sguardo smarrito di chi ancora non sa che piega perversa abbia preso la propria vita.

Spenta la tv, il telecomando se ne è ritornato alla sua vecchia postazione polverosa che lo ha ospitato durante l’estate e a me sono venute in mente alcune considerazioni dopo la visione raccapricciante del reality.

A parte che sarebbe ora di dare una spolverata al mobile,  il modello comportamentale di queste scellerate è  quanto di peggio si possa trasmettere ai figli.

Quelle stesse donne potrebbero trovarsi nella posizione futura di chiedersi: «mia figlia è riuscita a superare il secondo livello nella setta delle bestie di Satana. Ma come è potuto succedere?!»

Santa pazienza…

Cara mamma.

Francamente.

Ti sembra ragionevole riversare tutti i tuoi obiettivi mancati su tuo figlio?

E poi se lui  arriva dove non sei riuscita tu, dove sta la soddisfazione? In ogni caso il ruolo della prima ballerina nello Schiaccianoci di Tchaikovsky se lo sta godendo tua figlia mentre a te è riservato un posto all’ombra.  No, per favore non tirarmi fuori l'”orgoglio di mamma”. Ti candiderebbe alla “pernacchia d’oro” e sono sicura che almeno in questo caso ti prenderesti le tue soddisfazioni.

Nel mensile Figli Felici (novembre 2009 ed. Riza) a riguardo c’è un articolo interessante ed educativo (per te non per tuo figlio, bada bene) che elenca alcuni punti fondamentali a tratti rivoluzionari che aiutano a prevenire la famiglia bambinocentrica:

  • Fai fruttare prima di tutto i tuoi talenti;
  • Esprimi al meglio la tua gioia di vivere;
  • Non mettere su un piedistallo tuo figlio. Gli farebbe aumentare la paura di sbagliare e di conseguenza di deluderti;
  • Coltiva i tuoi interessi e le passioni, ovunque ti portino;
  • Meglio che tu sia un genitore con una buona autostima che dedica una sera in meno ai figli (rappresenteresti un buon modello di vita) piuttosto che un frustrato che riversa su di loro inutili e ossessive attenzioni;
  • cerca di rallentare sia i ritmi di tuo figlio che le pressioni su di lui. Gli permetteresti di ritrovare l’equilibrio tra l’eccesso dei suoi impegni e il vuoto totale. Lui ha bisogno di fare respirare la sua creatività , di scoprire e sviluppare  le inclinazioni personali;
  • Rompi l’agenda ferrea dei suoi impegni (ma anche tu dopotutto, non ti stressi a scarrozzarlo dalla lezione di tennis, a quella di clarinetto, per concludere con il karate? Poi mi dici anche chi cavolo te lo fa fare) e riservagli un’ora di”nulla. Sì hai capito bene, nulla. E’ un tempo preziosissimo che gli da la possibilità  di starsene per conto proprio, fantasticare, osservare una farfallina che si è posata sul geranio del terrazzo, contemplare l’unghia del suo pollice. Insomma fallo annoiare un po’! Solo così il bambino potrà  scoprire un antidoto alla noia da solo, senza che ci sia tu al suo fianco a vestire i panni dell’assistente stressata di Miranda Priestley ne Il Diavolo veste Prada”.

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

6 commenti

  1. Tu l’ hai visto dentro uno schermo televisivo, io l’ ho visto in un campo sportivo. Guardando una partita di calcio tra bambini ho assistito personalmente ad una scena pietosa. Un bambino dopo una azione di gioco conclusa senza un gol viene chiamato dall’ allenatore. Si vedeva che il ragazzo aveva il volto turbato e l’ allenatore gli ha domandato cosa avesse. Lui ha risposto in modo vago ma all’ insistenza dell’ allenatore è scoppiato a piangere. Il padre dagli spalti lo torturava affinchè riuscisse a segnare. Il ragazzo ha confessato tutta la sua disperazione e l’ allenatore lo ha tolto dal gioco. E ancora, la mamma di un compagno di classe di mio figlio ha ritirato il bambino dalla squadra di calcio. L’ allenatore urlava periodicamente ai bambini cercando di insegnargli schemi tattici e gioco a modulo o chissa cos’ altro. I bambini uscivano dal”allenamento stanchi e frustrati per non essere riusciti a imparare lo schema.
    Adulti che riversano sui piccoli la loro voglia di vincere , ma alla fine cosa ottengono??
    Mio figlio frequenta Judo da due anni. Dopo l’ ennesimo incontro perso,con una graziosissima bambina molto più piccola di lui, l’ ho rinquorato dicendogli che sarà  sempre il mio campione.
    L’ importante è partecipare e dare la possibilità  anche ad altri bimbi di dimostrare la loro bravura.
    Quella bimba che Alessandro ingenuamente ha lasciato vincere, era felice come se avesse scalato l’ everest a mani nude e lui si è preso i complimenti della giuria per la sua cavalleria. Fa sport, si diverte, il suo corpo sta bene, la mente è sana dentro un corpo sano, cosa posso volere di più?? Se avrà  l’ attitudine per emergere dagli altri 50 bambini che fanno judo con lui ce la farà  da solo. Certo io lo incoraggio sempre a dare il meglio , nello stesso modo con cui lo sprono per tutto quello che fa.!!!

  2. beh….certe volte i genitori sn peggio dei figli…il programma di cui parli tu deborah ce l’ho presente…quelle povere bimbe nn hanno più una infanzia, e le madri sn veramente delle madri frustrate che riversano le loro frustrazioni sulle figlie…una mia amica ha portato la sua bellissima bimba a pitti immagine bimbi, perchè avrebbe voluto farla sfilare, ma quando ha visto come trattavano i bambini si è rifiutata…

    • Anche io come Andrea ho deciso di iscrivere Camilla a danza solo perchè la ranocchietta mi ha assillato tutta l’estate con un bel “mamma, mamma, mamma…quando mi porti a danza? Eh? quando, quando, quando, quaaandoooo???” perciò ho semplicemente seguito una sua volontà  e desidero che lei si diverta e si svaghi. Poi se le piacerà  continuare io la asseconderò perchè l’attività  fisica è importante. Di certo mi fermo qui con i suoi impegni extrascolastici! Quanto alle madri e padri che si sfogano sui figli per colmare i loro vuoti io posso solo dire che provo una profonda tristrezza…
      @Valentina: immagino che cosa abbia visto la tua amica dietro le quinte di Pitti immagine…io avrei fatto una strage ;P

  3. sì infatti deborah…mi ha detto che i bambini venivano sgridati in continuazione se nn facevano quello che gli veniva detto…e lei è stata molto pacata…

    • senza parole…povere stelline! Poi voglio proprio vedere questi bambini tra qualche anno come si approcceranno con le loro “splendide” madri

  4. io in ogni caso abolirei questi concorsi. Si parla tanto di abusi sui minori e questo che cos’è se non un evidente sopruso?!

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