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Co-Sleeping, ma con stile

Premesso che non sono particolarmente a favore della soluzione “tutti insieme appassionatamente nel lettone”; premesso che l’ingegner Brambilla potrebbe chiedere il divorzio e negarmi gli alimenti se solo osassi proporgli un’ammucchiata con i nanerottoli, devo dire che comunque ci sono molte famiglie che praticano il co-sleeping con grande soddisfazione, almeno così dicono”

Coloro che sono a favore del co-sleeping, asseriscono che i bambini vivono l’esperienza del sonno in maniera  emotivamente serena, il loro naturale bisogno di affetto viene colmato dalla rassicurante presenza di mamma e papà  (ed eventualmente sorelle e fratelli…ma quanto cavolo deve essere grande il lettONE?) e se il nanetto è in allattamento notturno, di certo per la madre è più comodo averlo a portata di “tetta” piuttosto che alzarsi per sfamarlo.

Fino a qualche tempo fa si addiceva tra i contro, l’aumentato rischio di SIDS (Sudden Infant Death Sindrome, o Morte in Culla), ma è stato dimostrato che a meno che i genitori non siano affetti da narcolessia pachidermica (patologia che fa cadere in stato di coma una persona, rendendola allo stesso tempo leggiadra come un pachiderma soprappeso dopo il cenone di Capodanno) il rischio di schiacciare il proprio nanetto è pressoché zero: pare infatti che le mamme siano dotate di radar e sensori da far impallidire Ufo Robot e riescano quindi a localizzare, senza svegliarsi, il proprio bimbo nel letto. Non saprei dire se i sistemi di puntamento paterni siano altrettanto efficaci ma ad occhio e croce…preferirei non metterli alla prova, non si sa mai.

Ad ogni modo, il co-sleeping è un modo come un altro per annientare l’intimità  matrimoniale dei genitori…ehm…no, volevo dire, un modo come un altro per esternare l’amore (cieco, sordo e soprattutto coraggioso) verso i propri figli.

Ora, se proprio sei convinta che dormire con un piedino ficcato tra la terza e la quarta costola sia sopportabilissimo, che stare tutta notte in bilico sul bordo del letto non sia un problema, che non ti pesa minimamente avere un rapporto epistolare con tuo marito (visto che con i mostriciattoli nel letto non si trom..a manco per un cavolo) allora potete dormire tutti insieme! Ma perchè non farlo con stile?

Esistono alcune soluzioni veramente interessanti per far dormire i piccolini accanto a te, ma senza averli proprio nel letto, salvando così capre, sonno e matrimonio (poi volendo salvi pure i cavoli, ma non so dirti in che maniera).

Cominciamo da due designer italiani Manuela Busetti e Andrea Garuti con la loro “Culla Belly“ (belly  in inglese significa pancia). Costoro propongono di agganciare alla sponda del letto una sorta di vassoio/culla.

Il risultato è questo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bambino nel vassoio. Bambino fuori dal vassoio e attaccato alla tetta. A vederla sembra proprio carina…una domanda però mi sorge spontanea: come si concilia il sistema di agganciamento della culla con i millecinquecentosettantaquattro stili di cornici di letti matrimoniali in circolazione in Italia? Se l’ingegner Brambilla mi proponesse di trapanare il mio splendido e adorato letto di legno credo che ficcherei il nanetto in una scatola organiser dell’IKEA e chi s’è visto s’è visto.

Suppongo però che gli illustri designer ci abbiano pensato visto che il “Culla Belly” ha vinto anche il Primo premio Playing Design di Lissone.

http://www.busetti-garuti.it/html/news/news.htm

 

La risposta irlandese alla soluzione italiana, viene da una giovane designer di Dublino, Natalie Keville con “Bloom Bassinet” (che non significa “la bacinella di quel figaccione di Orlando Bloom” ma più poeticamente “culla in fiore”).

Ecco spiegato il perchè:

 

 

 

 

 

 

 

 

Molto stiloso vero? E sembrerebbe non necessaria nessuna scalfittura della struttura del letto. Poi quando il nanetto cresce e finalmente a 18 anni se ne va a dormire in camera sua e si leva finalmente dalle pal”, puoi convertire il reggi culla in un vassoio per la colazione. Unico neo sono le punte della culla: ecco, se in preda ad un sonno tremendo, ti alzi per andare a fare la pipì…beh, occhio! Nel vero senso della parola.

http://www.coroflot.com/nataliekeville/bloom-bassinet/2?sort_by=1&

 

Ma se il design all’ultimo grido non ti interessa, si può sempre ricorrere ad un semplice “Humanity Family Sleeper Pad“ (ossia “come è umana lei, signora imbottitura di famiglia dormigliona”…di fantozziana memoria. Battuta idiota… sorry).

Eccola:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Praticamente tu mamma fungi da perno a questa imbottitura, in modo tale che il nanerottolo girandosi e rigirandosi e ribaltandosi e cappottandosi per il letto, non caschi giù con tutto l’ambaradan. Poi se ti alzi per andare in bagno e il tuo peso smette di tenere ferma l’imbottitura, beh…OK, ci siamo capite. http://www.humanityorganics.com/humanity-family-sleeper.html

Ma non finisce qui:

http://www.nctshop.co.uk/Babybay-Bedside-Cot/productinfo/4361/

http://www.babybunk.com/

 

Una precisazione: il Culla Belly prevede anche un supporto esterno al letto. Per la gioia del mio bellissimo letto di legno.

 

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

9 commenti

  1. molto interessante!!! ottime soluzioni per chi, come me, dalla sua parte di letto ha appena lo spazio per scendere…una domanda però mi sorge spontanea…ma nel momento in cui il pupattolo nn ci sta più in queste culle, come si fa se vuole dormire ancora con i genitori??? noi dormiamo in 3 da una certa ora in poi…se avessi avuto lo spazio adeguato, avrei tolto una spondina e appiccicato il lettino al mio, nn ci sn delle soluzioni per i bimbi più grandi e per genitori con poco spazio in camera??

    • Io personalmente non ne ho trovate… questo non significa che non esistano. Credo che li stia tutto nelle scelte della famiglia e di quello che reputate voi essere prioritario e importante.
      Se i primissimi mesi presentano una serie di questioni per cui dormire insieme ha un senso, successivamente queste motivazioni vanno a cadere e si entra nelle decisioni private.
      Posso dirti come farei io: lo metterei a dormire nella sua cameretta e con infinita pazienza mi alzerei e andrei da lui (facendo a cambio col papà) in caso di sonni agitati. Se vi mettete in mente come obbiettivo quello di insegnargli a dormire autonomamente, nella sua camera, allora scegliete un metodo e siate coerenti e persistenti, il che significa che se dopo un paiod i notti vi pesa troppo alzarvi perchè piange e lo portate nel lettone… beh, avete annullato tutto e dovete ricominciare da capo.
      Se per voi condividere il letto con il vostro bimbo non è un problema allora potreste essere una di quelle famiglie che amano il cosleeping e che lasciano la libertà al loro bambino di decidere il momento di lasciare il lettone.

      In maniera pratica, se proprio non c’è spazio in camera vostra, potreste spostarlo nella sua cameretta e se le notti sono particolarmente pesanti potreste improvvisare una brandina per uno di voi e provare ad utilizzare questa soluzione come passaggio intermedio dal lettone con i genitori alla stanza da solo.
      Non so se puo` funzionare o creare un’ulteriore dipendenza… dovete valutare voi!
      🙂

      • enrica mi hai dato un’idea…portare il lettino in camerina, togliere la spondina e avvicinarlo a uno dei lettini che ho…purtroppo nn ho molto, la casa è piccola, e in camerina ho già  2 letti singoli….magari intanto inizio a farlo dormire nel suo lettino tutta la notte, anche se, certe volte, quando si sveglia vuole venire nel letto con noi…e nn si riaddormenta!!!

        • Facci sapere se funziona… alle volte serve andare per gradi, altre volte un cambiamento repentino senza ripensamenti è il meglio: dipende molto dal carattere del bimbo quindi tentar non nuoce!

  2. Noi abbiamo adottato con alessandro una soluzione simile già  nel lontano 2004… Tolta la sponda dal lettino foppa pedretti di Ale, lo avevamo messo di fianco al nostro lettone e riempito i vuoti tra i 2 materassi. Quando il bimbo andava in crisi da genitori, nel cuore della notte , gli bastava rotolare dal suo lettino al nostro .
    Posso confermare che anche i papà  hanno i sensori notturni per evitare di spatarare il bambino nel lettone. Quando Alessandro dormiva nel nostro lettone, mi accorgevo all’ istante se girandomi durante il sonno toccavo il suo braccino o la sua gambina, quindi ben prima di finirgli sopra. Non posso spiegare esattamente quale meccanismo di protezione scatti ma posso assicurare che funziona. Addirittura mi accorgevo se durante il sonno il bambino mi toccava, ovviamente svegliandomi per assicurarmi che fosse ancora delle dimensioni normali e non tipo sottiletta!!!

  3. Noi facciamo cosleeping da 26 mesi ed è meraviglioso 🙂 non pesa allattare perchè continui a dormire beatamente mentre tuo figlio approfitta del self service…se gil viene la febbre te ne accorgi subito perchè ormai siamo “tarati” a percepire ogni minimo cambiamento di nostri figlio…e se qualcuno se lo stesse domandando..certo che facciamo l’amore io e mio marito! perchè quella del bimbo nel letto è una scusa bella e buona, se ci riuscivano i nostri avi che dormivano in 15 in una camera unica e magari sfornavano una decina di figli evidentemente le soluzioni esistono 😉

    • Come ho già detto è una scelta della famiglia: se fatto con il consenso dei genitori e tutti dormono sonni tranquilli, perchè no! 🙂
      L’unico mio dubbio sorge nel momento in cui eventualmente arriva un fratellino/sorellina che per forza di cose dovrà stare vicino alla mamma la notte… come si fa con il primogenito?
      Ne parlo perchè conosco una famiglia che ha da pochi mesi avuto un secondo bimbo e con il primo ha sempre fatto co-sleeping. Ora sono un po’ nei “guai” perchè in 4 nel letto non riescono a starci e il primogenito non ne vuole sapere di dividere il letto con il fratellino.
      Hanno provato a far dormire il primo nella sua cameretta, comprando un letto fantastico e facendogliela arredare come preferiva. Tutto bello tutto buono, ma la notte il bimbo torna puntuale nel letto di mamma e papà.
      Tu conosci famiglia che hanno più di un figlio nel letto? COme si regolano?

  4. Grazie, sicuramente tornerò. Geremia Barese

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